L'idea che ogni problema umano possa essere risolto da una nuova legge, un nuovo ufficio, una nuova autorità finisce per apparire così naturale da non richiedere più alcuna giustificazione. La libertà perde terreno non attraverso un colpo di Stato, ma mediante una lenta sedimentazione di regolamenti, competenze e controlli. E mentre il potere amministrativo si espande come un organismo che cresce per inerzia, il dissenso viene spesso liquidato con una parola sola: «reazione». È una dinamica antica e sempre attuale. Prima ancora di stabilire chi abbia ragione, vale forse la pena osservare come ogni epoca tenda a scambiare le proprie preferenze politiche per il destino inevitabile della storia.