Frammenti d'autore

Lo Stato onnipotente

💬 1. Il punto essenziale nei piani del partito tedesco dei lavoratori nazional-socialista è la conquista del Lebensraum [spazio vitale] per i tedeschi, cioè di un territorio così vasto e così ricco di risorse naturali che essi possano vivere nell'autosufficienza economica ad uno standard non inferiore a quello di ogni altra nazione. È ovvio che questo programma, che sfida e minaccia tutte le altre nazioni, non può essere realizzato se non attraverso l'instaurazione dell'egemonia tedesca sul mondo.

Il carattere distintivo del nazismo non è il socialismo o il totalitarismo o il nazionalismo. Oggi, in tutte le nazioni, i «progressisti» sono ansiosi di sostituire il socialismo al capitalismo. Mentre combattono gli aggressori tedeschi, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, passo dopo passo, stanno adottando il modello tedesco di socialismo. L'opinione pubblica in entrambi i Paesi è pienamente convinta che il controllo completo dello Stato sull'economia è inevitabile in tempo di guerra e molti eminenti politici e milioni di elettori sono fermamente risoluti a mantenere, dopo la guerra, il socialismo come nuovo ordine sociale permanente. Né la dittatura né la repressione violenta dei dissidenti sono caratteristiche del nazismo. Esse costituiscono la forma di governo sovietico e, in quanto tali, sono difese in tutto il mondo dai molti amici della Russia di oggi. Il nazionalismo – un risultato dell'interferenza dello Stato nell'economia – determina, nella nostra epoca, la politica estera di ogni nazione. Ciò che caratterizza i nazisti come tali è il loro particolare tipo di nazionalismo, la lotta per il Lebensraum.

Quest'obiettivo nazista non differisce di principio dalle mire dei primi nazionalisti tedeschi il cui gruppo più radicale si definì, nei tre decenni che precedettero la prima guerra mondiale, Alldeutsche (pan-tedeschi). Fu quest'ambizione che trascinò la Germania del Kaiser nella prima guerra mondiale e che – venticinque anni dopo – fece divampare la seconda guerra mondiale.

Il programma del Lebensraum non può essere fatto risalire né alle prime ideologie tedesche né ai precedenti nella storia germanica degli ultimi cinquecento anni. La Germania ha avuto i suoi sciovinisti come li hanno avuti tutte le altre nazioni. Ma sciovinismo non è nazionalismo. Lo sciovinismo è la ipervalutazione delle realizzazioni e delle qualità della propria nazione e il disprezzo delle altre nazioni; in sé, esso non porta ad alcuna azione. Il nazionalismo, al contrario, è un piano per l'azione politica e militare e il tentativo di realizzare questi piani. La storia tedesca, come la storia di altre nazioni, è la testimonianza di prìncipi avidi di conquista; ma questi imperatori, re e duchi volevano acquistare ricchezza e potere per se stessi e per la loro stirpe, non il Lebensraum per la loro nazione. Il nazionalismo aggressivo tedesco è un fenomeno degli ultimi sessant'anni. Esso ha avuto origine dalle condizioni economiche e dalle politiche economiche più recenti.

Né il nazionalismo deve essere confuso con la lotta per un governo popolare, per l'auto-determinazione nazionale e per l'autonomia politica. Quando i liberali tedeschi del secolo XIX miravano a sostituire un governo democratico dell'intera nazione tedesca al dominio tirannico di trenta e passa prìncipi, non nutrivano disegni ostili contro le altre nazioni. Essi volevano sbarazzarsi del dispotismo e stabilire un governo parlamentare. Non erano avidi di conquiste e di espansioni territoriali. Essi non intendevano incorporare nello Stato tedesco dei loro sogni i territori che i loro prìncipi avevano conquistato; al contrario simpatizzavano con le aspirazioni dei liberali polacchi ed italiani miranti ad instaurare democrazie indipendenti in Polonia e in Italia. Essi volevano ardentemente promuovere il benessere della nazione tedesca ma non pensavano affatto che l'oppressione delle nazioni straniere e il danneggiamento degli stranieri fosse il modo migliore di servire la propria nazione.

Né il nazionalismo si identifica con il patriottismo. Il patriottismo consiste nel vivo desiderio di benessere, di prosperità e di libertà per la propria nazione. Il nazionalismo è uno dei vari metodi proposti per il conseguimento di questi fini. Ma i liberali sostengono che i mezzi raccomandati dal nazionalismo sono inappropriati e che la loro applicazione non solo non realizzerebbe i fini perseguiti ma, al contrario, dovrà portare, necessariamente al disastro per la nazione. Anche i liberali sono patrioti, ma le loro opinioni riguardo le giuste vie verso la prosperità e la grandezza nazionale differiscono radicalmente da quelle dei nazionalisti. Essi raccomandano il libero scambio, la divisione internazionale del lavoro, buoni rapporti e pace fra le nazioni, non l'interesse degli stranieri ma la promozione della felicità della loro nazione.

Il fine del nazionalismo è di promuovere il benessere dell'intera nazione o di alcuni gruppi dei suoi cittadini causando danno agli stranieri. Il metodo principale del nazionalismo moderno è la discriminazione contro gli stranieri nella sfera economica. I beni stranieri sono esclusi dal mercato interno o ammessi solo dopo il pagamento di un'imposta sull'importazione. La mano d'opera straniera è esclusa dalla concorrenza sul mercato del lavoro nazionale. Il capitale straniero è passibile di confisca. Questo nazionalismo economico è destinato a tradursi in guerra ogni volta che coloro che vengono danneggiati credono di essere forti abbastanza da spazzar via, con un'azione violenta armata, le misure dannose al proprio benessere. [1944] # Altro
✦ Ludwig von Mises. Lo Stato onnipotente: la nascita dello Stato totale e della guerra totale. Rusconi, 1995

Il nazionalismo viene spesso confuso con altre cose: con l'amore per la propria patria, con il desiderio di libertà, con la difesa dell'identità nazionale. Qui, invece, assume un significato molto più concreto e inquietante. Non è un sentimento, ma un progetto; non una fedeltà, ma una strategia. Comincia con dazi, divieti e discriminazioni economiche, e finisce per misurare il proprio successo a spese degli altri. La guerra non appare come un incidente lungo il cammino, ma come la conseguenza estrema di una logica già presente all'origine. Alcune idee, come i fiumi, rivelano la loro natura osservandone la foce.