Frammenti d'autore

Storia dello spirito russo

💬 Unità e molteplicità delle manifestazioni della storia dello spirito

Possono simili obiezioni essere sollevate anche nei confronti del concetto di «spirito di un determinato popolo in una determinata epoca»? Direi proprio di no. Mentre le esperienze morali possono essere straordinariamente diverse e noi non abbiamo il diritto di presumere in diversi rappresentanti dello stesso popolo (spesso cittadini dello stesso stato) un fondamento morale comune alle rispettive esperienze, noi ci occupiamo, nella ricerca storico-spirituale, dei rapporti della coscienza umana col proprio ambiente: e questo ambiente è in ogni epoca sostanzialmente unitario. Ciò significa che l'intero gruppo umano (ad esempio un popolo) del quale ci occupiamo, si trova di fronte alle medesime condizioni contingenti, e deve perciò farsi una ragione dei medesimi problemi. Questa comune «cornice» dello spirito di un'epoca, ci permette di ottenere e di definire concettualmente un quadro unitario dello spirito.

Naturalmente, non si deve escludere che le risposte date dai contemporanei alle identiche questioni poste dal proprio ambiente possano essere diverse. Dirò di più: credo che faccia parte dei caratteri essenziali dello sviluppo spirituale il fatto che le «forme dello spirito» abbiano la tendenza ad assumere posizioni di volta in volta (in un dato «spazio spirituale», e nei confronti di una data epoca) contrastanti, forse addirittura «antitetiche». Se le correnti conservatrici e reazionarie crescono in una determinata epoca, la risposta a questo è di regola anche un rafforzamento delle idee e dei movimenti rivoluzionari, sovversivi. Ma le due opposte tendenze si trovano di fronte alle medesime realtà e ci appaiono pertanto come «gemelli nemici»... La stessa cosa accade in misura notevole anche nelle correnti spirituali di carattere non-politico: anche i movimenti letterari, filosofici, religiosi, evocano spesso, anche se non sempre, i propri contrari. Questo può essere dimostrato con numerosi esempi. Infatti, se si attribuisce allo spirito francese una particolare inclinazione al razionalismo, non per questo si può dimenticare che, contemporaneamente al razionalismo del XVII secolo, Pascal e Malebranche sostenevano tesi mistiche, e che il sistema mistico-agostiniano di Malebranche cercava paradossalmente di sopraffare sul terreno del cartesianismo il razionalismo di quello. E, quanto allo spirito inglese, non ne è assolutamente caratteristico il solo empirismo, come spesso si sostiene: non è meno significativo del XVII secolo inglese il platonismo, e nel XIX secolo in Inghilterra l'hegelismo è quasi altrettanto influente quanto l'empirismo e l'associazionismo. E in «empirici» quali il Locke e il Berkeley sono addirittura fondamentali degli elementi non empiristici del tutto diversi: il Berkeley sviluppava un sistema metafisico, vicino a Plotino, e nel Locke troviamo concetti «sovrempirici», apparentati alla fenomenologia husserliana.

Questo sviluppo dello spirito in contrapposizioni antitetiche è particolarmente caratteristico della storia spirituale russa: più avanti lo vedremo in concreto. Citiamo però subito fra tali manifestazioni parallele della storia della spirito quelle costituite dagli «slavofili» e dagli «occidentalisti» nel XIX secolo o – per il presente – l'esistenza contemporanea di una metafisica religiosa, che ha potuto affermarsi anche al di fuori della Russia, e della filosofia ateistica e antimetafisica marxistica (o «pseudomarxistica»), che ha essa pure influenza al di fuori dei confini russi.

Se lo spirito di un popolo in una determinata epoca può dunque svilupparsi anche in direzioni spirituali diverse in lotta tra loro, pure queste direzioni si trovano di fronte alla stessa problematica contingente e possono e debbono pertanto venire considerate insieme. In casi simili otteniamo come risultato un «quadro dialettico» dello spirito dell'epoca, quadro che diverrà un'unità pur con le sue zone di luce e d'ombra. [...] # [Leggi dall'inizio]
✦ Dmitrij Tschižewskij. Storia dello spirito russo. Sansoni, 1965

L'unità spirituale di un'epoca non consiste nell'uniformità delle sue risposte, ma nella comunanza delle domande che la realtà pone agli uomini. Proprio perché il medesimo ambiente storico agisce su tutti, possono prendere avvio reazioni opposte: conservazione e rivoluzione, razionalismo e misticismo, empirismo e metafisica. Le correnti contrarie non smentiscono l'unità di un'epoca; spesso ne sono le espressioni più profonde, «gemelli nemici» generati dalla stessa situazione. La storia dello spirito deve perciò conservare insieme le opposizioni, non cancellarle: il suo quadro più fedele è dialettico, fatto di luci e ombre appartenenti alla stessa forma storica.

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Mettiti alla prova: Tschižewskij e la Storia dello Spirito

Rileggi i tre frammenti e i rispettivi commenti, scegli mentalmente una risposta e poi scopri la soluzione.

1. Che cosa intende Tschižewskij per «spirito» quando parla di storia dello spirito?

  • A) L'insieme delle credenze religiose e metafisiche condivise da un popolo.
  • B) La coscienza che gli uomini hanno della propria esistenza e del loro posto fra gli altri uomini, nella natura, nel mondo soprannaturale e nel tempo.
  • C) Una forza collettiva inconscia che determina stabilmente il carattere di una nazione.
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Risposta corretta: B

Lo «spirito» non è per Tschižewskij un'entità misteriosa o una sostanza collettiva, ma la coscienza che gli uomini acquistano della propria condizione e dei rapporti che li legano al mondo. La storia dello spirito studia il mutare nel tempo delle forme in cui questa coscienza viene espressa e può essere ricostruita.

2. Qual è uno dei principali limiti che lo storico dello spirito deve tenere presente nella propria ricerca?

  • A) Le testimonianze disponibili appartengono soprattutto a singoli individui rappresentativi e non permettono di conoscere direttamente le opinioni delle grandi masse.
  • B) Le testimonianze scritte non possono essere utilizzate perché esprimono soltanto esperienze individuali.
  • C) È possibile ricostruire con certezza un'epoca soltanto quando si dispone di testimonianze provenienti da ogni classe sociale.
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Risposta corretta: A

Lo storico dispone soprattutto delle manifestazioni lasciate da pochi individui, mentre gli stati d'animo e le aspirazioni delle «silenziose masse» rimangono in gran parte inaccessibili. Deve quindi stabilire con prudenza fino a che punto un pensatore o un'opera possano essere considerati rappresentativi della propria epoca, senza pretendere una certezza assoluta.

3. Perché Tschižewskij rifiuta il tentativo di definire una presunta «anima russa»?

  • A) Perché ritiene che le caratteristiche nazionali siano determinate esclusivamente dalla geografia.
  • B) Perché l'individualità delle persone non può essere fusa in un'unica anima collettiva senza produrre costruzioni arbitrarie che spesso riflettono soprattutto chi le formula.
  • C) Perché considera impossibile individuare qualsiasi elemento comune nella storia culturale di un popolo.
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Risposta corretta: B

Tschižewskij distingue nettamente la storia dello spirito dalla ricerca di un'essenza psicologica nazionale. Non esiste per lui un'unica «anima» nella quale possano essere riassunte individualità irripetibili; simili costruzioni rischiano anzi di rivelare più la mentalità dello studioso che quella del popolo che pretende di descrivere.

4. Come può esistere uno «spirito di un'epoca» se all'interno della stessa società convivono idee profondamente contrastanti?

  • A) Perché, al di sotto delle divergenze apparenti, tutti gli uomini di un'epoca possiedono in realtà le stesse convinzioni fondamentali.
  • B) Perché soltanto la corrente culturale prevalente rappresenta autenticamente lo spirito di un'epoca, mentre le altre sono fenomeni marginali.
  • C) Perché correnti anche opposte rispondono alla medesima situazione storica e agli stessi problemi, formando insieme un quadro unitario ma dialettico.
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Risposta corretta: C

L'unità di un'epoca non consiste nell'uniformità delle risposte, ma nella comunanza dei problemi ai quali esse reagiscono. Razionalismo e misticismo, conservazione e rivoluzione, slavofili e occidentalisti possono così apparire come «gemelli nemici»: contrari fra loro, ma generati dallo stesso spazio storico. È proprio la tensione fra queste risposte a comporre il quadro dialettico dello spirito dell'epoca.