Parlare di «anima russa» significa rischiare di trasformare milioni di individualità diverse in un solo carattere immaginario. Una simile anima collettiva non è direttamente conoscibile e finisce facilmente per riflettere più le idee di chi la descrive che la realtà di coloro che dovrebbe comprendere. Tanto più se, per costruirla, si mescolano epoche, regioni e perfino popoli differenti. Una storia dello spirito deve quindi rinunciare alla tentazione di attribuire a una nazione una psicologia eterna. Può studiare forme storiche della coscienza, non un'essenza nazionale immutabile.