Frammenti d'autore

Storia dello spirito russo

💬 Lo spirito e l'«anima» di un popolo

Mentre mi accingo ad occuparmi della «storia dello spirito russo», devo prima di tutto sottolineare il mio intento di separare nettamente questo compito dal tentativo, a mio parere completamente disperato, di caratterizzare l'«anima russa». Io non credo che questo secondo compito sia attuabile. Non lo credo, anzitutto, perché l'anima di una persona singola nella sua particolare, irripetibile peculiarità, non può essere considerata un'unità insieme alle anime di altre persone. Tutti i tentativi di usare tale criterio si sono rivelati a mio avviso finora come costruzioni concettuali del tutto arbitrarie, dalle quali emergerà l'anima dell'autore dell'opera in questione sull'anima russa, piuttosto che non l'inafferrabile «anima russa» stessa.

Inoltre, quale fondamento per una tale caratterizzazione dell'anima russa, è stato da più parti utilizzato del materiale assolutamente eterogeneo: Russi di diversi periodi e territori e perfino «presunti Russi», come ad esempio Ucraini e addirittura Polacchi e Finni.

Non posso intraprendere in questa sede una critica al concetto di «anima popolare». La considerazione precedente può bastare per chiarire al lettore la mia posizione. [...] # [Continua]
✦ Dmitrij Tschižewskij. Storia dello spirito russo. Sansoni, 1965

Parlare di «anima russa» significa rischiare di trasformare milioni di individualità diverse in un solo carattere immaginario. Una simile anima collettiva non è direttamente conoscibile e finisce facilmente per riflettere più le idee di chi la descrive che la realtà di coloro che dovrebbe comprendere. Tanto più se, per costruirla, si mescolano epoche, regioni e perfino popoli differenti. Una storia dello spirito deve quindi rinunciare alla tentazione di attribuire a una nazione una psicologia eterna. Può studiare forme storiche della coscienza, non un'essenza nazionale immutabile.

Ti interessa questo libro? Chiedici la disponibilità