C'è una profondità della vita che non si lascia raggiungere dallo sguardo. Possiamo ascoltare le nostre paure, i nostri slanci, le improvvise dolcezze e le crudeltà inattese, ma non vedere davvero da quale oscurità o da quale canto provengano. Dentro lo stesso pozzo possono dormire gli scorpioni e gli usignoli, e forse nessuno dei due ci appartiene per sempre. È il tempo, con la sua mano silenziosa, a calare il secchio nell'acqua e a riportarne in superficie, ogni volta, un volto diverso. Di noi conosciamo soprattutto ciò che affiora. Il resto continua a parlare una lingua che soltanto il fondo comprende.
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