Prima ancora di essere pittura, quel piccolo uccello è stato una presenza: una creaturina da custodire con gli occhi, un animale immaginario posato sulle ginocchia di una bambina seduta per terra. Solo più tardi arriva il resto: il modo in cui è dipinto, la luce pallida, la zampetta sottile, la catena, il trespolo. Ma l'incanto nasce prima della cultura, prima delle parole giuste, prima dei musei: nasce da una riproduzione consumata, guardata fino a diventare compagnia. Forse ogni vero quadro entra così nella vita: non spiegandosi, ma lasciandosi amare.