Frammenti d'autore

Barche capovolte

💬 Le esitazioni

Pensiamo alle esitazioni dell'anima. Molte volte sonovi motivi serii sotto i nostri pensieri; molte volte mancano i motivi per agire. Dunque, vi sono due sorta di esitazioni. Quali sono le peggiori? Non c'è una legge generale, ma una regola speciale ad ogni singola anima. Perché l'anima è molto più proclive all'ordine di quanto può sembrare. Onde ogni anima ha una figurazione, secondo la quale dipendono anche i più lievi movimenti.

Un'anima può dare importanza a cose che non sono tali. E allora il peso delle conseguenze deve cercarsi là. Un'anima può essere lieta di quel che attrista e incattivisce l'altra. Una può essere piena di ombra mentre l'altra è ridente come un prato in fiore.

Ciò che è motivo all'una del soffermarsi, all'altra è spinta verso il suo destino.

Ma quando manca ogni motivo, l'anima se lo procura. E se non può ottenerlo, la maggior parte delle volte soffre. Perché l'immobilità è la cosa più dolorosa dell'anima. Non di meno, dovrà attendere che qualcuno la smuova; prima sentendosi essa soltanto chiamata.

Ma non tutte le anime obbediscono volentieri a sé stesse. Ce ne sono alcune che divengono come fiumi; altre sono proterve come le bestie che non vogliono oltrepassare qualche punto di una strada.

Ma bisogna riflettere che il tempo nelle nostre anime diviene infinito, e che noi siamo sotto l'ombra di qualche dio.

Dunque bisogna essere presti ai comandi. Che importa se possono sembrare cattivi? L'anima è sempre in tempo ad avvedersene, a trarsi in dietro.

Ci possono essere motivi così furiosi, che trasformano l'anima in una baccante ebbra. Come contare tutte le pulsazioni di tale anima? I pensieri sono fitti come gli sciami; e, dopo un certo tempo, lasciano un poco di stordimento. Ma quante esitazioni si gonfiano? Poi la vetta si abbassa e si piega. E allora giunge il momento fatale per l'anima. Più nessuna aspettazione, nessuna riflessione che rivolga l'anima su sé stessa!

Ecco: le esitazioni ci guardano da lontano. # Altro
✦ Federigo Tozzi. Barche capovolte. Vallecchi, 1993

Ogni anima esita secondo una legge che appartiene soltanto a lei. Ciò che per una è ostacolo, per un'altra diventa richiamo; ciò che trattiene l'una, sospinge l'altra verso il proprio destino. Ma più dolorosa dell'errore è forse l'immobilità, quando nessuna voce riesce a farsi comando e l'anima resta sospesa, in attesa di un segno. Allora il tempo si dilata, i pensieri si infittiscono come sciami, le esitazioni crescono e ci osservano da lontano. Finché qualcosa cede: la vetta si piega, ogni riflessione tace e l'anima finalmente si muove. Non sempre verso il bene; ma almeno fuori dalla propria prigionia.

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