Frammenti d'autore

Il segno del serpente

💬 I. Stavo per cacciarmi nei guai. Le strette vie del porto di Canton erano ancora deserte, avvolte nell'oscurità in quell'ora che precede l'alba, quando lasciai il molo. Le lampade diffondevano un vago lucore. Il mio bulldog, Bill, improvvisamente rizzò il pelo incollerito, iniziando a ringhiare sommessamente. C'era un rumore di passi frettolosi sui ciotoli del vicolo, giù, verso destra. Poi s'udì distintamente il suono di un pesante tonfo, di una rissa, un grido strozzato...

Per intenderci, non era affar mio, ma decisi di animare una serata dalla parvenza noiosa, e così svoltai l'angolo impetuosamente, quasi inciampando in una turbinante massa che s'azzuffava. La flebile luce di una lampada mi permise di scorgere cosa stava accadendo.

Due uomini combattevano in un silenzio di morte. Uno era un giovane cinese in abiti di foggia europea, l'altro si rivelò un misterioso individuo il cui volto pareva una demoniaca maschera taoista. Con una mano artigliata serrava la gola del malcapitato e nell'altra brandiva un'ascia.

Reputai che fosse uno di quei sanguinari tagliagole, solitamente usati come sicari dalle società segrete per le loro sporche vendette. Seguii ciò che mi suggeriva l'istinto e lo misi ko con un violento gancio destro proprio dietro l'orecchio. Cadde pesantemente, senza un grido, ed il giovane cinese si levò in piedi boccheggiando, sbattendo gli occhi per lo stupore.

«Vi ringrazio, amico...», gemette in perfetto inglese. «Vi sono debitore della vita. Prendete, questi sono...», e tentò di riporre una mazzetta di banconote fra le mie mani. Indietreggiai. «Non mi dovete nulla», protestai. «Lo avrei fatto per chiunque».

«Beh, in tal caso vogliate accettare i miei umili e sinceri ringraziamenti», esclamò stringendomi la mano. «Siete americano, vero? Come vi chiamate?».

«Sono Steve Costigan, comandante in seconda del vascello commerciale Panther», risposi.

«Non lo dimenticherò!», replicò con enfasi, per poi aggiungere, «un giorno saprò ripagarvi, com'è vero che il mio nome è Yotai T'sao. Tuttavia, ora, vogliate scusarmi, in quanto non posso indugiare oltre. Questa è la mia occasione di fuga. Se riesco a salire sulla nave inglese ancorata nella baia, sono salvo! Devo andarmene prima che questo essere spregevole rinvenga, e, se permettete un consiglio, dovreste fare altrettanto...

Che la fortuna possa sorridervi, ma attenzione agli Yo Thans...», concluse enigmaticamente.

L'istante seguente stava già correndo a perdifiato attraverso il vicolo. Osservandolo con stupore, scorsi che stava per raggiungere il molo, per infine tuffarsi senza esitazioni. Udii il rumore di un corpo che si getta a capofitto in acqua e pochi istanti dopo, nell'ingannevole lucore grigiastro, distinsi sull'acqua placida un ampiamento delle increspature puntare verso il Marquis, che ondeggiava sonnolento nella baia.

Distolsi infine lo sguardo quando l'uomo mascherato si riprese, sostenendosi a malapena sulle gambe. Lo apostrofai pressapoco così, con tono ironico, «Bene, riecco il nostro eroe... Cosa mi vuoi raccontare di tutta questa misteriosa storia?».

La risposta fu uno sguardo talmente carico d'odio da farmi correre un brivido lungo la spina dorsale, poi svanì, ombra fra un oceano di tenebre. Lasciai perdere quello stramaledetto affare, tornandomene sui miei passi, finché, verso l'alba, decisi di concedermi una breve dormita, in modo da prepararmi per la giornata che già mi attendeva. Era la prima uscita a terra dopo settimane di navigazione ed insomma, ero deciso a rifarmi della noia di tutta quell'acqua.

Tornai ad una pensione per marinai gestita da un euroasiatico chiamato Diego, presi una stanza e ci entrai sbattendo la porta. [...]
✦ Robert E. Howard. Il segno del serpente. Yorick Fantasy Magazine, 1992

Ci sono uomini che evitano i guai e uomini ai quali i guai sembrano far cenno da ogni vicolo. Basta un ringhio del cane, qualche passo nel buio, un grido soffocato, e una passeggiata prima dell'alba diventa faccenda di asce, società segrete e pugni ben assestati. Costigan non ha ancora capito in che cosa si sia cacciato; in compenso ha già steso l'uomo sbagliato, salvato quello giusto e ricevuto un avvertimento che farebbe cambiare strada a chiunque possedesse un minimo di prudenza. Ma la prudenza, evidentemente, non è salita a bordo del Panther. E Canton non ha ancora finito con lui.

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