Frammenti d'autore

Il Bel Paese

💬 LA FOSFORESCENZA DEL MARE

1. Giovedì era una bellissima sera. Appena entrai nella sala, un drappello de' miei nipoti, mi assalse improvvisamente, con un gridìo acuto, fragoroso, indescrivibile. Avevano fatto in quel giorno una visita al Museo civico, loro promessa da lungo tempo, ed erano così gonfi di meraviglie, che avevano bisogno di uno sfogo. Indovinate un po' che cosa li aveva colpiti di più.... Il pesce-luna. Diamine! Al Museo vi sono ben altre meraviglie! Sopra tutto nella sala dei serpenti, dove ha stanza il pesce-luna, si trovano, per ragione di spazio, adunati nel mezzo, quasi in una bolgia dantesca, tanti animali cosi grossi, cosi formidabili, cosi fantastici, che il povero pesce, se porta il nome di un astro, deve trovarsi eclissato dagli splendori di quel mostruoso firmamento, assai più bestiale del vero, che gli antichi popolarono di orse, di leoni, di pesci, di arieti, di cani, di granchi, di aquile, di scorpioni. In quella bolgia eccovi due coccodrilli corazzati dalla punta del muso a quella della coda, la bocca armata di terribili denti; e il gaviale dal muso acutissimo, che minaccia i fragili schifi sulle acque del Gange; eccovi il terribile boa, vivo vivo, in atto di sciogliersi dal tronco allacciato colle formidabili spire, odorando la preda. Eccovi, sola in un canto, la gigantesca tartaruga del Mediterraneo, coperta, quasi di bubboni d'avorio, dalle coronule suoi parasiti; e da un altro lato, ordinate in più file, le minori sorelle mirabilmente intarsiate. Vedreste, insofferente dei limiti dell'angusta vetrina, il Vestras gigante del Rio delle Amazzoni, il re delle trote e dei salmoni, a cui serve di reggia il re dei fiumi; e fargli riscontro dall'altro lato l'assassino dei mari, il terribile pesce-cane, la cui vita è tutta un viluppo di delitti di sangue. Tante cose vedreste, prima che il vostro sguardo si risolva di posarsi un istante su quel disco ovale, che gli uomini onorano col nome del nostro satellite. Perchè mai i miei nipotini furono tanto colpiti dagli splendori di quel disco d'argento? Forse perchè il pesce-luna s' incontra per l'ultimo in quella sala delle meraviglie, la quale si presenta come un gran quadro alla fine di un gran ballo fantastico a chi compie il giro del nostro Museo.
✦ Antonio Stoppani. Il Bel Paese. G. Agnelli, 1876

La sala del Museo trabocca di mostri venuti dai fiumi del mondo e dagli abissi del mare: coccodrilli corazzati, boa smisurati, pesci feroci, tartarughe gigantesche coperte di escrescenze d'avorio. Tutto vive ancora sotto quelle vetrine: denti, squame, spire, sangue, foreste tropicali, acque fangose del Gange e dell'Amazzoni. Eppure, i bambini attraversano quell'intera bolgia senza fermarsi davvero. Li attira invece quel disco d'argento immobile e silenzioso che porta il nome della luna. Perché l'infanzia non si inchina alla forza o all'orrore. Cerca ciò che custodisce ancora qualcosa di misterioso, remoto, irraggiungibile.