Frammenti d'autore

Il Bel Paese

💬 SERATA VIII

Le Prealpi italiane

1. «Che vi dovrò raccontare stassera?» domandai al mio piccolo uditorio radunato come al solito nella solita sala. «Di Alpi dovete esserne satolli fino all'indigestione. N'è vero?».

«Oh no» rispose Giannina, non so se per sè sola o anche per gli altri. «Ma giacchè sembri disposto a condurci altrove, permettimi di farti una domanda, che conservo in petto da molto tempo. Che cosa sono le Prealpi, che tu hai nominato più volte, e che non trovo accennate ne' miei libri di geografia?».

«Prealpi non è nome che appartenga alla geografia classica, e molto meno all'antica. Fu creato piuttosto modernamente dalla geografia fisica e dalla geologia. Questo nome vorrebbe dire in genere i contrafforti delle Alpi, le montagne che sorgono fra le colline di Torino, per esempio, del Varesotto, della Brianza, del Bergamasco, del Bresciano, del Vicentino, e i colossi alpini che formano proprio la cresta delle Alpi, lo sparti-acque della grande catena che separa l'Italia dalla Francia, dalla Svizzera e dalla Germania. Quelle montagne, talora già ben distinte topograficamente, lo sono ancora meglio per la loro costituzione geologica. Sono principalmente montagne calcaree e dolomitiche, appartenenti a un'epoca media.... Voi non intendete certamente abbastanza il senso di queste parole; ma s'io volessi entrare in argomento, non ne uscirei nè per giorni nè per settimane. Accontentatevi di sapere che i geologi, studiando le formazioni, cioè le diverse masse di terreno, di cui il globo si compone alla superficie, giunsero a conoscere che esse appartengono a diverse epoche successive e a distinguerle con nomi diversi secondo che vi si incontrano reliquie di animali che vissero nei diversi tempi. Alcune appartengono ad un'epoca primitiva, lunghissima, detta protozoica, che significa dei primi viventi; altre ad una seconda epoca pure lunghissima, che si chiamò paleozoica, cioè degli antichi viventi. Vengono poi l'una dietro l'altra la mesozoica, la cenozoica, la neozoica, ossia dei viventi d'un'età media, nuova e nuovissima. La serie delle epoche è chiusa finalmente dall'antropozoica, che è l'epoca nostra, ossia l'epoca dell'uomo. Che nomi! n'è vero? Le grandi Alpi appartengono specialmente alle epoche antiche, voglio dire alla protozoica ed alla paleozoica. Le Prealpi sono in genere montagne mesozoiche, ossia come dissi, dell'epoca di mezzo. Le colline poi rimangono divise su per giù fra l'epoca mesozoica e l'epoca cenozoica che vuol dire epoca recente, epoca nuova. In via topografica poi le Prealpi disegnano, dalla parte dell'Italia, quasi un arco interno concentrico, cioè parallelo al grande arco descritto dalle Alpi. Costituiscono, direi, un primo spalto interno di questa grande fortezza, che difende l'Italia dal Nord-Europa. Le Prealpi, quasi ovunque, si accostano assai alle Alpi, e le due catene si toccano e si fondono in una colle rispettive basi. Vi ha tuttavia un lungo tratto dove esse formano davvero una catena affatto a sè, rimanendo separate dalle Alpi, per via di una grande depressione, ossia di una gran valle parallela alle due catene che essa disgiunge. Quando si parla delle Prealpi s'intende propriamente quella parte di esse che anche geograficamente appare affatto distinta dalle Alpi. Essa comprende le montagne che sorgono a Nord delle provincie di Como, di Bergamo e di Brescia, fra il lago di Como e il lago di Garda, e quella gran valle che le disgiunge dalle Alpi, è la valle dell'Adda, ossia la Valtellina, diretta su per giù da ovest a est, parallelamente all'asse, cioè nella direzione delle due catene. Le vere Prealpi, ossia le Prealpi lombarde cominciano ad ovest, dove l'Adda sbocca alla estremità settentrionale del lago di Como, col gruppo del Monte Legnone e continuano verso est col Pizzo dei Tre Signori, col Corno Stella, coi Pizzi del Diavolo e di Cocca, e più in là colle montagne che separano la Val Camonica dalla Valtellina, fino al monte Gavia, dove le Prealpi si riuniscono alle Alpi, per mezzo di quella grande cortina che si spicca dalle Alpi direttamente da nord a sud, e vanta le aspre cime del Corno dei Tre Signori, e dei monti Tonale, Airo, Adamello, ecc. Come contrafforti dei grandi gruppi menzionati, corrono in linea a loro parallela le grandi montagne dolomitiche, come le due Grigne, il Resegone, l'Aralalta, l'Arera, la Presolana, il Guglielmo, il Muffetto, ecc.... # Altro
✦ Antonio Stoppani. Il Bel Paese. Studio Tesi, 1995

La conoscenza parte spesso da una domanda semplice, quasi ingenua, alla quale nessuno aveva ancora dedicato il tempo necessario. Da lì, si apre un intero paesaggio: le montagne acquistano una storia, le rocce diventano pagine di un libro antichissimo e perfino i nomi, apparentemente astratti, finiscono per raccontare il lento succedersi delle ère della Terra. La vera divulgazione non consiste nel semplificare ciò che è difficile, ma nel trasmettere il desiderio di comprenderlo. Quando riesce in questo, anche un argomento a prima vista riservato agli specialisti si fa invito a osservare il mondo con occhi nuovi, consci che ogni balza, ogni picco, ogni monte custodisce una vicenda iniziata molto prima dell'uomo e destinata a protrarsi ben oltre.

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