La filosofia non cresce come una torre che dipenda interamente dal primo mattone, ma come un edificio capace di reggere anche quando una parte cede. Le intuizioni vengono prima come colonne autonome; solo dopo si cerca l'architrave che le colleghi, lasciando che i nessi emergano dal lavoro stesso dell'indagine. È un metodo che rinuncia alla sicurezza dei sistemi perfettamente dedotti per conservare qualcosa di più prezioso: la possibilità che un'idea resti valida anche quando un'altra fallisce. Così il pensiero non teme troppo le proprie rovine: continua a riconoscervi forme, equilibri, domande, e soprattutto il desiderio mai esaurito di una unità più alta.