Frammenti d'autore

Spiegazioni filosofiche

💬 Nessuna indagine filosofica può limitarsi alle questioni essenziali, poiché quando approfondiamo queste ci addentriamo in altre. Le diverse questioni sono unite da temi comuni; ma preferisco lasciare che i nessi emergano da sé, anziché partire dai primi principi. Spesso i filosofi cercano di dedurre la loro visione complessiva da un piccolo numero di principi base, dimostrando che tutto segue dai loro assiomi intuitivamente fondati... È come mettere un mattone sopra l'altro fino a costruire un'altissima torre filosofica larga un mattone. Quando quello che sta in fondo si sbriciola o vien tolto tutto casca, seppellendo anche le idee indipendenti dal punto di partenza. Invece della torre traballante, io propongo come modello il Partenone. Prima sistemiamo le nostre singole intuizioni filosofiche, come tante colonne; poi le colleghiamo ed unifichiamo coprendole con un architrave di principi o temi generali.

Quando questa struttura filosofica crolla da un lato (come l'induzione ci insegna ad aspettare) resta ancora in piedi qualcosa di interessante e di bello. Rimangono infatti alcuni concetti (le singole colonne), alcuni equilibri fra le parti e l'ansia di un'unità superiore, erosa dalle calamità o dalla natura. Non è necessario che giungiamo a sperare che le rovine filosofiche siano, come altre rovine, più belle dell'originale. Ma di questa struttura non resterà un semplice mucchio di pietre, come per la torre filosofica. [...] Altro
✦ Robert Nozick. Spiegazioni filosofiche. Il Saggiatore, 1987

La filosofia non cresce come una torre che dipenda interamente dal primo mattone, ma come un edificio capace di reggere anche quando una parte cede. Le intuizioni vengono prima come colonne autonome; solo dopo si cerca l'architrave che le colleghi, lasciando che i nessi emergano dal lavoro stesso dell'indagine. È un metodo che rinuncia alla sicurezza dei sistemi perfettamente dedotti per conservare qualcosa di più prezioso: la possibilità che un'idea resti valida anche quando un'altra fallisce. Così il pensiero non teme troppo le proprie rovine: continua a riconoscervi forme, equilibri, domande, e soprattutto il desiderio mai esaurito di una unità più alta.

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