La Fiera delle Vanità
💬 Il secolo presente aveva l'età in cui le ragazze cominciano a sognare l'amore, quando, in una bella mattina di giugno, una carrozza padronale tirata da due ben pasciuti cavalli dai finimenti luccicanti, e guidata da un ben pasciuto cocchiere in parrucca e cappello a tre punte, si avanzò verso il grande cancello di ferro di Miss Pinkerton, Istituto per Signorine, Chiswick Mall. Appena la carrozza si fermò davanti alla lucente targa di bronzo di Miss Pinkerton, il servo negro seduto vicino al pingue cocchiere si alzò sulle sue gambe storte e tirò il campanello. Almeno una ventina di giovani teste fece capolino alle finestre della vecchia e imponente casa di mattoni. Un osservatore attento avrebbe persino potuto distinguere il piccolo naso rosso della buona Miss Jemima Pinkerton tra le foglie del geranio che ornava la finestra del suo salotto.
✦ William M. Thackeray. La Fiera delle Vanità. Treves, 1911
Tutto luccica e si dispone, come in una scena già provata: carrozza, cocchiere, teste alle finestre – anche il sogno dell'amore entra in scena con puntualità. Ma sotto il decoro qualcosa sorride di lato. Che il sentimento già dall'inizio faccia parte della rappresentazione?
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