Tutto sembra lieve, appartato, quasi inutile: un cerchietto che passa tra il fogliame, una cicala che insiste nel proprio accordo, uno scoiattolo intento alla sua pigna. Eppure, Nabokov dispone ogni cosa con tale precisione sensibile che il pomeriggio pare sul punto di diventare eterno. La memoria, a volte, non trattiene gli avvenimenti: trattiene la luce che cade sulle cose mentre accadono.