La tigre davanti, la tigre sotto, i topi che rodono lentamente il ramo: tutto si stringe attorno al poveretto senza lasciargli scampo. Eppure, proprio sull'orlo della fine, resta ancora il sapore di un frutto. Forse la serenità Zen non consiste nel vincere la paura, ma nel non lasciare che essa impedisca, fino all'ultimo, di gustare ciò che è dolce.