Frammenti d'autore

Manuale dei luoghi fantastici

💬 CASTRA SANGUINARIUS e CASTRUM MARE, due antichi avamposti romani rimasti intatti nel cuore dell'Africa, al di là dei monti Wiramwazi. Chi viaggia per queste regioni sentirà probabilmente parlare di tali località dalla tribù dei Bagego, che le chiamano l'Impero Perduto. Le due città sono in guerra tra loro; è consigliabile non parlar bene dell'una quando si visita l'altra.

Castra Sanguinarius è cinta da un alto bastione sormontato da palizzate e torrette e circondato da un fossato in cui scorre lentamente l'acqua del fiume Tiber. C'è un unico ponte, difeso da torrioni, che dà accesso alla città. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare in queste contrade, gli edifici non sono capanne di tipo indigeno, ma case in muratura a un piano, con belle decorazioni di stucco, costruite tutt'intorno a un cortile interno. A breve distanza dalla città sorge l'imponente Colosseo, notevolmente simile al suo più famoso modello romano. Qui vengono condotti i prigionieri per farli combattere con i gladiatori, con le belve feroci o con una tribù di scimmioni semiumani.

Castrum Mare si trova a oriente di Castra Sanguinarius, su una piccola isola al centro di un lago, tutta circondata da mura. Le strade, prive di pavimentazione, sono fiancheggiate da muraglie ininterrotte di edifici, muniti di finestrelle pesantemente sbarrate, robusti cancelli e mastodontici portoni. L'impressione è quella di un paese infestato da malviventi; in realtà tali apprestamenti difensivi sono precauzioni contro possibili rivolte di schiavi o invasioni di barbari negri. Tuttavia molto raramente porte e cancelli vengono chiusi a chiave, perché in città non esiste alcun criminale che possa minacciare la vita e i beni degli abitanti. Ciò si deve al fondatore di Castrum Mare, Honus Hasta, che ai tempi dell'antica Roma abbandonò Castra Sanguinarius proprio allo scopo di creare una nuova città libera da ogni genere di malfattori. Come primo imperatore di Castrum Mare, Honus Hasta promulgò leggi talmente draconiane che nessun ladro o assassino potè più sopravvivere. La pena di morte non colpiva soltanto il reo, ma anche tutti i membri della sua famiglia, in modo che nessun parente potesse trasmettere ai posteri le inclinazioni del depravato.

Entrambe le città conservano le usanze dell'antica Roma: cibi, linguaggio, vesti e arti sono quelli della latinità classica. I viaggiatori in visita faranno bene a procurarsi i servigi di uno schiavo leale disposto a dar la vita per il proprio padrone; c'è sempre il rischio infatti che gli stranieri vengano catturati e massacrati, o costretti a partecipare ai sanguinosi ludi circensi.

(Edgar Rice Burroughs, Tarzan and the Lost Empire, New York, 1929) # Altro
✦ Gianni Guadalupi, Alberto Manguel. Manuale dei luoghi fantastici. Rizzoli, 1982

Due città romane dimenticate nel cuore dell'Africa hanno conservato tutto: mura, gladiatori, schiavi, ludi, vesti, lingua, perfino il Tevere. Ma soprattutto hanno conservato l'idea che l'ordine possa reggersi sulla paura. A Castrum Mare il crimine è stato davvero sconfitto: basta sterminare, insieme al colpevole, anche la sua famiglia, così che nessuna cattiva inclinazione abbia modo di riprodursi. Il risultato è impeccabile: porte quasi sempre aperte, nessun ladro, nessun assassino. Resta soltanto qualche rischio per il viaggiatore, naturalmente: essere catturato, massacrato o mandato nell'arena. Anche le civiltà perfettamente ordinate hanno le loro piccole inconvenienze.

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