Frammenti d'autore

Il cavallo a dondolo

💬 Per un'arte naturale

Voglio dare un consiglio a tutti i turisti italiani che vengono a Parigi. Nel quadrilatero Rue du Bac, Rue de Seine, Quai Voltaire, Rue de Vaugirard vivacchiano un centinaio di Gallerie di pittura grandi e piccole dove migliaia di imbrattatele seguitano a mingere le medesime asinerie astrattizzanti, costruttiviste, iperspaziali che hanno invaso ormai, come una gigantesca scarlattina, l'epidermide del globo da Caracas a Tokio. Non dedichi il viaggiatore perspicace alle asinerie suddette nessun fremito delle sue meningi e si precipiti invece a respirare aria pura al magazzino della famiglia Deyrolle: una splendida casa dal portico monumentale che sorge a mezza costa dalla Rue du Bac andando verso la Senna. Di questo edifizio, costruito da Samuel Bernard, il figlio del banchiere di Luigi XIV, restano oggi soltanto il portale e la scalinata; ma il passante avveduto sarà attirato dalle due vetrine che, a destra e a sinistra, in bella simmetria s'aprono sulla piazzetta. È qui che la Maison Deyrolle presenta il suo commercio: minerali, fossili, conchiglie, uccelli impagliati, farfalle trafitte dagli spilli. La famiglia Deyrolle s'è specializzata in questo uffizio da più di un secolo, precisamente dal 1831. Il fondatore Jean-Baptiste Deyrolle era un entomologo e fece seguire al figlio l'uguale vocazione.

I nipoti si specializzarono nelle imbalsamazioni: ogni sorta d'animali selvatici passò per un secolo fra le loro mani, perfino giraffe ed elefanti. All'Esposizione Universale del 1900 una delle attrazioni più ammirate fu un'enorme balena bianca, una specie di Moby Dick all'asciutto, sortita tutta dall'ingegnosità mummificante della famiglia Deyrolle. Ma perché vi parlo di bestie impagliate? Perché di minerali? La ragione c'è. Anzi, ce ne sono due: una topografica e una strategica. Qual è il compito, oggi, di questo magazzino di fronte al pervicace cretinismo non figurativo dei mercanti della Rive Gauche?

Un compito immenso ed esaltante: quello di riaprire le vere frontiere della fantasia. Ci sono, nella vetrina maggiore, e intorno, in decine di scaffali, appoggiati su sostegni aggraziati, i più bei minerali del mondo, di varia e armonica dimensione, quarzi, miche, feldspati, tormaline, agate, malachiti, retini color smeraldo, nere ossidiane del Messico, porfidi azzurri dell'Esterel, porfidi rossi d'Egitto, d'una bellezza da mozzare il fiato.

In altro reparto, dietro bacheche acconciate per dare affabile corso all'osservazione, è il reparto delle conchiglie, cauri rosati e malvacei «occhi di gatto» rigati di verde, valve iridescenti di madreperla, nere come l'ebano, o rosse, o ranciate. Alcune di quelle conchiglie hanno apparenza convulsa, altre sono lisce come la porcellana, ondulanti come un velo allo zefiro, scannellate come colonne, o puntute a mo' di cavatappi, altre lucide o oleose come fossero di legno, altre squamose e stratificate come licheni. E tutta codesta mercanzia grandiosa si può portare a casa pagando la decima, la cinquantesima parte di quello che costa una cacatina di astrattista, un aborto non figurativo.

Ecco. amici, un rimedio per una disinfezione generale dalla sensualità irritata e indaffaratissima dell'arte di oggi, dalle sue fantasie fumose e citrulle: riempirsi la casa di conchiglie. E di pietre.

Costano infinitamente meno e, almeno, portano la firma di un artista che, nel figurativo come nell'astratto, ha dimostrato di saperci fare davvero: il Padreterno. # Altro
✦ Enrico Fulchignoni. Il cavallo a dondolo. Il Borghese, 1970

Qui la polemica procede a colpi di vetrina: alle tele astratte della Rive Gauche si oppongono quarzi, malachiti, conchiglie, ossidiane, forme che la natura produce senza bisogno di manifesti né galleristi. Il gioco riesce perché non difende semplicemente il figurativo: arruola proprio l'astrazione contro gli astrattisti. Una pietra, una madreperla, una spirale marina possono essere più audaci, più imprevedibili e perfino più "moderne" di molte invenzioni che pretendono di esserlo per decreto. E alla fine resta soltanto da confrontare le firme. Da una parte l'artista alla moda; dall'altra, con qualche millennio d'esperienza in più, il Padreterno.

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