La trovata è comica proprio perché riduce tutto all'osso: lui cambia tono trenta volte, lei risponde sempre allo stesso modo. Ma è lì che il gioco si rovescia. Ogni inflessione dell'uomo cerca una breccia diversa – tenerezza, desiderio, supplica, collera, disperazione – e ogni volta incontra la stessa superficie neutra. Più lui varia, più lei resta identica. Alla fine non si ride più soltanto dell'equivoco: si avverte il vuoto fra due esseri che parlano senza riuscire davvero a raggiungersi. La macchina, ripetendo sempre lo stesso «Comment?», finisce così per dire qualcosa di terribilmente umano.