Montparnasse, all'inizio del secolo, poteva ancora riservare incontri del genere. Uno dei fondatori del simbolismo francese chiede di altri tre poeti e scrittori, uomini che contano nella vita letteraria parigina, e non trovandoli conclude che «non c'è nessuno d'interessante». Nell'angolo, intanto, due anonimi giocatori di dama sono Lenin e Trotzky. Il futuro della poesia quella sera tarda ad arrivare; il futuro della storia, invece, è già seduto al tavolo accanto.