Frammenti d'autore

Splendori e miserie del gioco del calcio

💬 Un giornalista chiese alla teologa tedesca Dorothee Sölle: «Come spiegherebbe a un bambino che cosa è la felicità?» «Non glielo spiegherei», rispose, «gli darei un pallone per farlo giocare».

Il calcio professionistico fa tutto il possibile per castrare questa energia di felicità, ma lei sopravvive malgrado tutto. E forse per questo capita che il calcio non riesca a smettere di essere meraviglioso. Come dice il mio amico Ángel Ruocco, questa è la cosa più bella che ha: la sua inesauribile capacità di sorprendere. Per quanto i tecnocrati lo programmino perfino nei minimi dettagli, per quanto i potenti lo manipolino, il calcio continua a voler essere l'arte dell'imprevisto. Dove meno te l'aspetti salta fuori l'impossibile, il nano impartisce una lezione al gigante, un nero allampanato e sbilenco fa diventare scemo l'atleta scolpito in Grecia. [...] # Altro
✦ Eduardo Galeano. Splendori e miserie del gioco del calcio. Sperling & Kupfer, 2000

La felicità non si spiega: si mette in movimento. Un pallone basta perché il corpo, il gioco e l'imprevisto facciano ciò che nessuna definizione saprebbe fare. Il calcio professionistico tenta continuamente di disciplinare questa libertà, di trasformarla in calcolo, tattica, rendimento, spettacolo organizzato; ma qualcosa sfugge sempre. Ed è proprio lì che il gioco si salva. Nell'attimo in cui il più debole sorprende il più forte, il gesto improbabile rompe ogni previsione e l'ordine preparato si rovescia, il calcio torna a essere ciò che era all'inizio: una forma elementare di meraviglia.

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