Dopo anni trascorsi a imparare le regole del reparto, a obbedire, a farsi notare per le giuste ragioni e a nascondere quelle sbagliate, arriva infine la parola più desiderata: casa. Ma la libertà non giunge mai da sola. Porta con sé una strana vergogna, quasi che guarire significasse tradire chi resta indietro. Essere scelti per uscire vuol dire esporsi agli sguardi di chi continua ad aspettare. La gioia si mescola allora al senso di colpa, come accade ai bambini di un orfanotrofio quando qualcuno viene adottato e gli altri rimangono. Anche la felicità, in certi luoghi, può avere il sapore amaro di una separazione.