Basta una perquisizione notturna perché un diario smetta di essere solo carta e diventi un pericolo per il potere. Quei tre quaderni sequestrati contenevano paure, sfoghi, angosce: cioè precisamente ciò che ogni regime teme davvero, non le idee astratte ma la voce privata di un uomo che continua a pensare da sé. E Bulgakov, chiedendone la restituzione, parla proprio del loro "valore affettivo": perché persino sotto la sorveglianza dello Stato la scrittura resta, prima di tutto, una forma di vita interiore da salvare.