Prima è arrivato il vuoto. Ho visto gli altri allontanarsi insieme al loro mondo, trascinati verso un mare impossibile dove convivevano pesci tropicali e orsi polari. Io sono rimasta sola sul ghiaccio. Poi sono comparsi gli sconosciuti. Non portavano salvezza, ma forbici, veleni, specchi, corridoi, silenzi. Oggetti comuni che avevano smesso di essere innocui. Uno dopo l'altro hanno piantato le loro tende intorno a me, restringendo l'orizzonte. Il pericolo non stava più nella tormenta o nel gelo: era entrato nelle cose, nei gesti, nelle stanze. Il mondo intero aveva cambiato significato senza avvertirmi.