Frammenti d'autore

Volti nell'acqua

💬 Scriverò della stagione del pericolo. Fui ricoverata in ospedale perché un grande vuoto si era aperto tra me e l'altra gente che guardavo mentre veniva trascinata via, con tutto il suo mondo, in un mare violaceo nel quale i pesci-martello nuotavano con disinvoltura tropicale a fianco delle foche e degli orsi polari. Ero sola sul ghiaccio. Si levò una tormenta e mi sentii intorpidire e mi venne voglia di sdraiarmi e dormire e l'avrei fatto se non fossero arrivati gli sconosciuti con le forbici e i sacchi di tela pieni di pidocchi e di bottiglie di veleno con etichette rosse e altri pericoli dei quali non mi ero mai prima accorta; specchi, cappotti, corridoi, mobili, centimetri quadrati e pezze arrotolate di silenzio, unite e a disegni e scampoli di voci, in omaggio. E gli sconosciuti, senza parlare, rizzarono tende circolari di cotonina e si accamparono con me, accerchiandomi con la loro mercanzia di pericoli. # Altro
✦ Janet Frame. Volti nell'acqua. Rizzoli, 1963

Prima è arrivato il vuoto. Ho visto gli altri allontanarsi insieme al loro mondo, trascinati verso un mare impossibile dove convivevano pesci tropicali e orsi polari. Io sono rimasta sola sul ghiaccio. Poi sono comparsi gli sconosciuti. Non portavano salvezza, ma forbici, veleni, specchi, corridoi, silenzi. Oggetti comuni che avevano smesso di essere innocui. Uno dopo l'altro hanno piantato le loro tende intorno a me, restringendo l'orizzonte. Il pericolo non stava più nella tormenta o nel gelo: era entrato nelle cose, nei gesti, nelle stanze. Il mondo intero aveva cambiato significato senza avvertirmi.

Ti interessa questo libro? Chiedici la disponibilità