Per Cardello, il teatro dei burattini non è ancora uno spettacolo: è realtà. Il mago inganna davvero le persone, il drago può davvero divorare i protagonisti, e la scarica di legnate inflitta a don Florindo è una giustizia autentica che merita applausi sinceri. Per questo ride, trema, si commuove e infine si espone senza difese davanti a tutti. Gli altri spettatori assistono alla rappresentazione; lui vi partecipa. E quando la sala ride della sua ingenuità, la ferita è vera quanto la gioia di pochi istanti prima. Dietro quel pianto che non riesce nemmeno a spiegare c'è forse il primo urto fra l'immaginazione e il giudizio degli altri.