Frammenti d'autore

La prova del labirinto

💬 Io non credo, comunque, che possano scomparire certe rivelazioni primordiali. Anche nella civiltà più tecnologica c'è qualcosa che non può mutare: ché c'è il giorno e la notte, l'inverno e l'estate. Anche in una città senza alberi, c'è il cielo con gli astri ed è sempre possibile vedere le stelle e la luna. Fintanto che ci sarà il giorno e la notte, l'inverno e l'estate, credo che l'uomo non potrà essere cambiato. Senza volerlo, siamo integrati in questo ritmo cosmico. I valori possono cambiare – i valori religiosi degli agricoltori, come l'estate, la notte, la semente... non più i nostri – ma c'è sempre questo ritmo: luci-tenebre, notte-giorno. L'uomo più areligioso vive in questo ritmo cosmico; del resto lo ritrova nella sua stessa esistenza: la vita diurna e il sonno con i sogni – ci sono sempre dei sogni. Siamo condizionati, ben s'intende, dalle strutture economiche e sociali, e le espressioni dell'esperienza religiosa sono sempre condizionate dal linguaggio e dalla società, e dagli interessi, tuttavia questa condizione umana noi la assumiamo qui, in questo cosmo in cui i ritmi e i cicli ci sono dati. La nostra condizione umana noi la assumiamo a partire da questa condizione fondamentale. E questo «uomo fondamentale», lo si può definire «religioso», quali che siano le apparenze, poiché si tratta del significato della vita. Di una cosa sono certo: le forme future dell'esperienza religiosa saranno del tutto diverse da quelle che conosciamo nel cristianesimo, nel giudaismo, nell'Islam e che sono fossilizzate, in disuso, svuotate di senso. Sono certo che vi saranno altre espressioni. Quali? Non so dirlo. La grande sorpresa è sempre la libertà dello spirito, la sua creatività. # Altro
✦ Mircea Eliade. La prova del labirinto. Jaca Book, 1980

Le città possono crescere, le macchine moltiplicarsi, le idee cambiare volto, ma il giorno continua a succedere alla notte e l'inverno all'estate. Anche chi non alza mai lo sguardo al cielo vive immerso in ritmi più antichi di qualsiasi civiltà. Si dorme, si sogna, si attende, si invecchia; si attraversano alternanze di luce e di ombra che nessuna tecnica può abolire. Per questo, il bisogno di attribuire un significato all'esistenza non scompare insieme alle vecchie religioni. Mutano i simboli, mutano i linguaggi, mutano le forme. Resta però la domanda da cui tutto nasce. E, forse, la storia dello spirito non è altro che la continua invenzione di nuove parole per formularla.