La prova del labirinto
💬 Nella tradizione popolare rumena esistono due correnti, due espressioni spirituali complementari. Una, la corrente pastorale, è l'espressione lirica, e filosofica, dei pastori. L'altra è quella dei sedentari, della popolazione agricola. In Romania, fin verso il 1920, l'ottanta per cento della popolazione era costituito dagli agricoltori, ma c'era una minoranza alquanto importante di pastori. Questi pastori che conducevano i loro greggi dalla Cecoslovacchia al mare d'Azov, hanno aperto al popolo rumeno un mondo molto più vasto di quello del villaggio. I pastori e la poesia pastorale hanno portato il contributo più importante alla poesia popolare rumena. Le più belle ballate rumene, e soprattutto la più bella di tutte, Mioritsa (L'Agnella veggente) , sono nate tra i pastori. Il resto era la cultura dei contadini, dei sedentari. Anche loro hanno portato moltissimo, soprattutto nell'ambito del folklore religioso e della poesia popolare... Semplifico di proposito, le cose sono in realtà più complesse, ma si può dire che la cultura rumena è il risultato della tensione tra sedentarietà e transumanza, o, se preferisce, tra localismo, provincialismo e universalismo. Si ritrova la stessa tensione nella cultura scritta. Ci sono grandi scrittori rumeni che sono tradizionalisti, che rappresentano, o portano avanti, la spiritualità dei villaggi, dei sedentari; ce ne sono altri che sono aperti al mondo, «universalisti» (sono stati addirittura accusati di cosmopolitismo). Si potrebbe dire che i primi si interessano alla religione, attirati dalla scienza. Si tratta comunque di una tensione creativa tra le due tendenze. Il più grande poeta rumeno, Eminescu, il più importante scrittore rumeno del XIX secolo, è riuscito ad operare una sintesi ammirevole tra queste due correnti. # Altro
✦ Mircea Eliade. La prova del labirinto. Jaca Book, 1980
La Romania non è nata da una sola voce. Da una parte, c'erano i contadini, legati alla terra, alle stagioni, ai villaggi raccolti attorno alla chiesa e ai campi. Dall'altra, i pastori che percorrevano immense distanze, spingendo le greggi dalle montagne fino alle steppe del mare d'Azov. I primi custodivano le tradizioni del luogo; i secondi portavano con sé il respiro degli spazi aperti e dei paesi lontani. Tra la casa e il cammino, tra la permanenza e il viaggio, si è formata una cultura capace di essere insieme profondamente radicata e aperta al mondo. Le sue opere più alte nascono proprio da questo incontro.