L'Europa non è una nazione incompiuta. È fatta di popoli che i secoli hanno formato diversamente, con storia, lingua, interessi, ambizioni e perfino ferite che non possono diventare comuni per decreto. Per questo gli Stati restano i soli strumenti capaci di decidere e di assumere responsabilità. Volerli sostituire con una costruzione sovranazionale significa scambiare un progetto per una realtà. L'unione è possibile proprio a condizione di non pretendere la fusione: cooperare quando gli interessi convergono, discutere quando divergono, conservare infine a ciascun popolo il diritto di decidere del proprio destino. L'Europa si costruisce sugli Stati, non contro di essi.
Mettiti alla prova: De Gaulle e la costruzione dell'Europa
Rileggi i tre frammenti e i rispettivi commenti, scegli mentalmente una risposta e poi scopri la soluzione.
1. Su quale principio De Gaulle e Adenauer intendono fondare una riconciliazione durevole fra Francia e Germania?
A) Sulla progressiva fusione delle rispettive politiche nazionali in una politica comune.
B) Sul riconoscimento delle differenti condizioni dei due paesi e sulla costruzione, a partire da esse, di una cooperazione fondata su interessi comuni.
C) Sul mantenimento della Germania in una posizione subordinata, come conseguenza della sconfitta nella seconda guerra mondiale.
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Risposta corretta: B
De Gaulle e Adenauer non intendono cancellare le differenze fra Francia e Germania. Al contrario, partono dalla diversità delle rispettive situazioni storiche e politiche. La riconciliazione deve nascere dal riconoscimento realistico di tali differenze e dalla ricerca di una cooperazione capace di trasformare due antichi avversari in partner durevoli.
2. Perché De Gaulle rifiuta l'idea che l'unità europea debba comportare la scomparsa degli Stati nazionali?
A) Perché considera impossibile qualsiasi forma stabile di cooperazione politica fra i paesi europei.
B) Perché ritiene che gli Stati, formati da storie, lingue, istituzioni e interessi differenti, restino le realtà politiche capaci di decidere e assumere responsabilità.
C) Perché pensa che l'integrazione europea debba limitarsi esclusivamente al commercio e all'economia.
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Risposta corretta: B
De Gaulle non nega affatto la necessità dell'unione europea. Contesta invece che essa possa essere costruita facendo scomparire realtà politiche formatesi nel corso dei secoli. Gli Stati possiedono per lui storia, interessi, istituzioni e responsabilità proprie e costituiscono quindi i «piloni» concreti sui quali edificare l'Europa.
3. Come possono conciliarsi, secondo De Gaulle, gli interessi nazionali differenti e la costruzione di un'Europa unita?
A) Eliminando progressivamente gli interessi nazionali, considerati incompatibili con una vera unione europea.
B) Affidando a uno degli Stati più forti il compito di indicare agli altri una politica comune.
C) Conservando le differenze fra gli Stati e cercando accordi, concertazione e azioni comuni nei settori in cui i loro interessi possono convergere.
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Risposta corretta: C
L'unità europea non significa, nel ragionamento di De Gaulle, uniformità degli interessi. Gli Stati possono restare distinti e perseguire obiettivi propri, ma devono essere capaci di individuare ciò che li accomuna e di organizzare su quella base una cooperazione stabile. L'unione nasce dunque dalla concertazione, non dalla cancellazione delle differenze.
4. Quale rapporto stabilisce De Gaulle tra l'alleanza occidentale e l'indipendenza politica della Francia?
A) L'appartenenza all'alleanza occidentale deve comportare la completa integrazione della politica e della difesa francesi nella NATO.
B) La Francia può restare alleata dell'Occidente conservando nello stesso tempo la capacità autonoma di decidere la propria politica e la propria difesa.
C) Per essere realmente indipendente, la Francia deve interrompere ogni rapporto politico e militare con gli Stati Uniti.
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Risposta corretta: B
De Gaulle distingue nettamente l'alleanza dalla subordinazione. Considera naturale l'appartenenza francese all'alleanza occidentale, ma ritiene indispensabile che la Francia conservi autonomia politica e strategica. È questa distinzione che spiega anche la volontà di sottrarsi al sistema militare integrato della NATO senza abbandonare l'alleanza atlantica.