Memorie della speranza
💬 L'Europa (1/3)
Mi trovo finalmente a tu per tu con Konrad Adenauer. Immediatamente mi pone il problema della fiducia: «Vengo da lei» mi dice «perché la considero la persona in grado di orientare il corso degli avvenimenti. La sua personalità, ciò che lei ha già fatto al servizio del suo paese, le condizioni infine in cui ha ripreso il potere, gliene danno i mezzi. Attualmente i nostri due popoli si trovano l'uno in rapporto all'altro, per la prima volta, in una situazione che permette di porre le loro relazioni su basi completamente nuove, quelle di una cordiale cooperazione. Certo, le cose a questo proposito non sono, per il momento, sulla cattiva strada. Ciò che è già stato fatto col buon senso è però dovuto a circostanze estremamente urgenti, è vero, ma passeggere in rapporto alla Storia: la sconfitta da parte tedesca, la stanchezza da parte francese. Si tratta ora di sapere se possiamo realizzare qualcosa di durevole. In base a ciò che personalmente lei vorrà fare e farà, la Francia e la Germania potranno capirsi davvero per un lungo tempo avvenire, con beneficio immenso di tutti e due e dell'Europa, oppure restare reciprocamente staccate e quindi destinate per loro sventura a opporsi ancora. Se è nelle sue intenzioni il riavvicinamento reale dei nostri paesi, lasci che le dica che sono deciso a lavorare per questo con lei e che io stesso ho, a questo proposito, qualche possibilità. Sono undici anni infatti che esercito le funzioni di Cancelliere e malgrado la mia età avanzata penso di poterlo fare ancora per un po' di tempo. Ora, il credito che mi è accordato e, da un altro punto di vista, il mio passato, nel corso del quale ho avuto per Hitler e i suoi solo riprovazione e disprezzo ed ho ricevuto da loro solo sevizie inflitte ai miei e a me personalmente, mi mettono in condizione di guidare la politica della Germania nel senso voluto. Ma lei? Che direzione conta di dare a quella della Francia?».
Rispondo al Cancelliere che se siamo tutti e due insieme in casa mia è perché credo che sia giunto il momento per il mio paese di fare, confrontandosi col suo, il tentativo di una politica completamente nuova. La Francia, dopo le terribili prove scatenate contro di lei nel 1870, nel 1914, nel 1939, dalla ambizione tedesca, vede la Germania effettivamente vinta, smantellata e ridotta ad una penosa condizione internazionale, e ciò cambia completamente le condizioni dei loro rapporti in confronto al passato. Certo il popolo francese non può dimenticare le sofferenze che un tempo, realmente, il suo vicino d'oltre Reno gli ha procurate e trascurare le precauzioni che sono necessarie per l'avvenire. Avevo d'altra parte ritenuto, già prima della fine delle ostilità, che, per quel che ci riguardava, queste precauzioni avrebbero dovute esser prese materialmente e in concreto. Ma, considerata la dimensione degli avvenimenti che da allora si sono succeduti e la situazione che ne risulta per la Germania, visto l'andamento delle cose e l'orientamento degli animi nella Repubblica federale grazie all'azione condotta dal governo di Konrad Adenauer, valutato l'interesse prioritario che presenterebbe l'unione dell'Europa, unione che esige prima di tutto la cooperazione di Parigi e di Bonn, credo che occorra tentare di ribaltare il corso della Storia, di riconciliare i due popoli e di associarne gli sforzi e le capacità.
Detto questo, Adenauer ed io cominciamo a considerare come giungervi praticamente. Conveniamo facilmente sul principio di non confondere affatto le rispettive politiche dei due paesi, come avevano preteso di fare i teorici della Ceca, dell'Euratom, della Comunità Europea di Difesa, ma anzi di riconoscere che le situazioni sono assai diverse e di costruire su questa realtà. Secondo il Cancelliere, ciò che la Germania sconfitta e ipotecata si azzarda a chiedere alla Francia è di aiutarla a ritrovare all'estero la considerazione e la fiducia che la restituiscano al suo rango internazionale, di contribuire alla sua sicurezza di fronte allo schieramente sovietico in particolare per quanto concerne la minaccia che incombe su Berlino, infine di riconoscere il suo diritto alla riunificazione. Da parte mia faccio osservare al Cancelliere che, in cambio di tante richieste, la Francia non ha nulla da chiedere alla Germania dal punto di vista della unità, della sicurezza, del prestigio internazionale, mentre può con certezza favorire la riabilitazione del suo secolare aggressore. Lo farà – con quale merito! – in nome dell'intesa da creare tra i due popoli ed anche in nome dell'equilibrio, dell'unione e della pace in Europa. Ma perché l'aiuto che porta sia giustificato esige che, da parte tedesca, siano soddisfatte certe condizioni. Esse sono: l'accettazione del fatto compiuto per quanto riguarda le frontiere, un atteggiamento che mostri buona volontà per i rapporti con l'Est, una rinuncia completa agli armamenti atomici, una pazienza a tutta prova per la riunificazione. [...] # [Continua ]
✦ Charles de Gaulle. Memorie della speranza: il rinnovamento (1958-1962). Rizzoli, 1970