Frammenti d'autore

Cardello

💬 L'ORSO PELOSO

Da tre giorni, nel paesetto non si parlava di altro che dell'arrivo del burattinaio.

Davanti al magazzino da lui preso in affitto, una folla di ragazzi faceva ressa per vedere i preparativi delle rappresentazioni, quantunque il portone socchiuso non permettesse di scorgere quel che colui stava ad armeggiare là dentro.

Si udivano frequenti picchi di martello, stridori di sega, brontolii d'una voce arrochita che doveva essere del burattinaio, e, di tratto in tratto, i vagiti di una creaturina già vista più volte dai ragazzi in braccio alla giovine donna malaticcia che sembrava figliuola di quell'uomo e invece – così si diceva – ne era la moglie.

Se qualche ragazzo, più ardito o più impertinente, osava di ficcare la testa tra i battenti del portone socchiuso, o spingeva indietro la parte di esso scostata dallo stipite, un urlo o una parolaccia dall'interno lo faceva scappare sùbito via.

Ed era uno sbandarsi di qua e di là di tutta la ragazzaglia, appena il burattinaio appariva su la soglia, in maniche di camicia, coi lunghi capelli grigi in disordine, i calzoni malamente stretti ai fianchi da una larga cigna di cuoio, con la pipetta di radica tra i denti, che pareva dovesse bruciargli i baffi ispidi e folti e i peli della barba che gli si arricciavano e arruffavano sul mento.

I ragazzi lo avevano soprannominato Orso peloso sin dal primo giorno; ma poi si erano accorti che era meno orso di quel che immaginavano.
✦ Luigi Capuana. Cardello e Ricordi d'infanzia. Sandron, 1965

Da qualche giorno il paese vive nell'attesa di una meraviglia. Il burattinaio non è ancora entrato davvero in scena, eppure è già diventato il centro di ogni curiosità. I ragazzi si accalcano davanti al portone chiuso, ascoltano martelli, seghe, voci, pianti di bambini, e da quei rumori costruiscono un mondo intero di supposizioni e fantasie. Anche il burattinaio sembra uscito da una fiaba popolare: scorbutico, spettinato, fumante dietro la sua pipa, quasi una creatura misteriosa quanto i personaggi che presto farà comparire sul teatrino. È quel momento speciale in cui l'immaginazione precede ancora lo spettacolo e forse vale già più dello spettacolo stesso.