Frammenti d'autore

Cardello

💬 Il giorno appresso don Carmelo prese a dargli le prime lezioni del mestiere.

– Sta' attento: guarda come faccio io. Questi sono i fili delle mani; questi dei piedi. Si tirano in su così, secondo quel che dice il personaggio. Sta' attento! Ecco, Pulcinella passeggia... – Buon giorno! – E move la mano così, per salutare... Ecco: Pulcinella deve dare un calcio nel sedere a Peppe-Nappa... Si fa così... Hai capito?

Ora eseguisci tu... – Buon giorno!... – Ma no! Così, da' un calcio... Bravo!... E non bisogna tenere il fantoccio per aria, se no si mette a girare... Bravo!... Cosí!...

Cardello aveva creduto che la cosa fosse difficile e che egli non sarebbe mai riuscito. Sbarrava tanto di occhi in viso a don Carmelo, si grattava il capo; e siccome due o tre volte, nei giorni scorsi, colui gli avea lasciato correre qualche scapaccioncino, se eseguiva male i suoi ordini, ora Cardello si aspettava uno scapaccione da un momento all'altro.
✦ Luigi Capuana. Cardello e Ricordi d'infanzia. Sandron, 1965

La meraviglia dello spettacolo lascia il posto a una scoperta ancora più grande: dietro i burattini non c'è la magia, ma un'arte che si può imparare. Cardello osserva i fili, le mani, i movimenti, e quel mondo che fino al giorno prima gli sembrava popolato di creature vive comincia a rivelare i propri segreti. C'è però qualcosa di tenero nella sua apprensione: mentre cerca di imitare don Carmelo, teme più gli scapaccioni che gli errori. Imparare significa anche questo, esporsi al giudizio di chi sa più di noi. Eppure, proprio fra esitazioni, sbagli e incoraggiamenti, nasce lentamente la fiducia di poter riuscire.