La meraviglia dello spettacolo lascia il posto a una scoperta ancora più grande: dietro i burattini non c'è la magia, ma un'arte che si può imparare. Cardello osserva i fili, le mani, i movimenti, e quel mondo che fino al giorno prima gli sembrava popolato di creature vive comincia a rivelare i propri segreti. C'è però qualcosa di tenero nella sua apprensione: mentre cerca di imitare don Carmelo, teme più gli scapaccioni che gli errori. Imparare significa anche questo, esporsi al giudizio di chi sa più di noi. Eppure, proprio fra esitazioni, sbagli e incoraggiamenti, nasce lentamente la fiducia di poter riuscire.