Frammenti d'autore

Collezione di sabbia

💬 C'è una persona che fa collezione di sabbia. Viaggia per il mondo, e quando arriva a una spiaggia marina, alle rive d'un fiume o d'un lago, a un deserto, a una landa, raccoglie una manciata d'arena e se la porta con sé. Al ritorno, l'attendono allineati in lunghi scaffali centinaia di flaconi di vetro entro i quali la fine sabbia grigia del Balaton, quella bianchissima del Golfo del Siam, quella rossa che il corso del Gambia deposita giù per il Senegal, dispiegano la loro non vasta gamma di colori sfumati, rivelano un'uniformità da superficie lunare, pur attraverso le differenze di granulosità e consistenza, dal ghiaìno bianco e nero del Caspio che sembra ancora inzuppato d'acqua salata, ai minutissimi sassolini di Maratea, bianchi e neri anch'essi, alla sottile farina bianca punteggiata di chiocciole viola di Turtle Bay, vicino a Malindi nel Kenia.

In un'esposizione di collezioni strane che c'è stata di recente a Parigi – collezioni di campani da mucche, di giochi di tombola, di capsule di bottiglie, di fischietti di terracotta, di biglietti ferroviari, di trottole, d'involucri di rotoli di carta igienica, di distintivi collaborazionisti dell'occupazione, di rane imbalsamate –, la vetrina della collezione di sabbia era la meno appariscente ma pure la più misteriosa, quella che sembrava aver più cose da dire, pur attraverso l'opaco silenzio imprigionato nel vetro delle ampolle. # Altro
✦ Italo Calvino. Collezione di sabbia. Garzanti, 1984

Una manciata di sabbia sembra una cosa da nulla. Eppure ogni granello porta con sé una spiaggia, un viaggio, una stagione, un tratto di costa battuto dal vento o un fiume che ha trascinato per secoli le proprie pietre fino al mare. Allineate sugli scaffali, quelle ampolle non conservano soltanto sabbia: conservano distanze. A guardarle, colpisce il paradosso: le differenze esistono, ma sono minime; l'immensa varietà del mondo si raccoglie in una serie di polveri quasi indistinguibili tra loro. Quelle bottiglie silenziose sono lì a parlare proprio dell'infinita ricchezza e dell'ostinata somiglianza delle cose.