La fortezza crede di essere il contrario del vuoto perché è compatta. Ma le effimere svelano la verità: la fortezza è fatta della stessa sostanza del vuoto, ne è la sua manifestazione più pesante e schiacciante (il "vuoto-pieno" che annienta il mondo con la sua rigidità).
Ciò che salva il mondo dal peso opprimente del nulla non è altra pietra, non è la pretesa di immortalità delle strutture umane, ma ciò che è leggero (come le ali trasparenti), rapido (come il guizzo o la nota di un flauto), sottile (come la scrittura). Alla fine, tra la fortezza che resiste al tempo e le effimere che lo danzano, sono le seconde a dare un senso al primo.