40 miglia dall'Avana
💬 Stava ancora piovendo.
Non c'erano stelle, né luna. Incalzate dal vento, nuvole nere solcavano il cielo di Miami, e le acque del golfo sferzavano la banchina sulla quale l'uomo e la donna stavano abbracciati. Alla stessa banchina, dietro di loro, era ormeggiato un cruiser cabinato di nove metri. All'estremo opposto un camion stava aspettando a motore acceso.
La donna era incinta. Indossava un ampio impermeabile nero e scarpette bianche. La testa, avvolta in un fazzoletto nero, era ripiegata sulla spalla dell'uomo, a proteggersi dal vento. La pioggia era leggera, ma il vento impetuoso la spingeva sulla banchina in spruzzi freddi e penetranti come spilli. L'uomo portava soltanto pantaloni kaki e camicia.
Qualcuno dal camion gridò: «Jason, sono le tre meno un quarto».
Egli non rispose. Si limitò ad annuire e poi disse alla donna: «Tutto bene?».
«Sì.»
«Sei preoccupata?»
«No.»
«Bene.»
«Soltanto per te» precisò lei.
«La mia parte è facile.»
«No, non lo è. E tu lo sai.»
L'uomo sorrise. C'era sicurezza nel suo sorriso e anche qualche altra cosa che per lei non era facile definire, ma che l'aveva colpita in lui da quella sera, molti anni prima, quando per la prima volta le aveva parlato del piano. Allora il piano non le era piaciuto, e nemmeno adesso era certa che le piacesse molto... ma l'uomo era suo marito.
«Se qualcosa andrà male, manderai tutto a monte» disse lei. Non era una domanda.
«Niente andrà male.»
«Ma se andasse, male. Se va male, manda tutto a monte.»
«Sì.»
«II Ciccione e gli altri di Key West...»
«Sanno che non devono muoversi senza un mio segnale.»
«Poi tu ci farai sapere per radio se dobbiamo proseguire. Altrimenti torneremo a Miami.»
«Sì.»
«Jason» disse la donna «c'è ancora tempo.»
«Per che cosa?»
«Per cambiare idea.»
«Perché dovrei?»
«Perché anche se andasse bene, domattina potremmo essere tutti morti.»
✦ Ed McBain. 40 miglia dall'Avana. CDE, 1965
Tutto è già stato deciso. Il mare è in tempesta, i mezzi sono pronti, gli uomini ai loro posti. Non è ancora il momento dell'azione, ma quello dell'esitazione. Annabelle cerca un ultimo spiraglio attraverso cui insinuare il dubbio, una possibilità di ripensamento prima che il piano si faccia inesorabile destino. In risposta, riceve però poche parole, rassicuranti e inquietanti al tempo stesso. Intorno, la notte trattiene il respiro. L'unica cosa di cui c'è nitida certezza è che all'alba qualcuno potrebbe non tornare. O che qualcuno potrebbe venire al mondo senza averlo mai conosciuto.