Il sesso degli Ercoli
💬 L'ANIMA DEL SULTANO (a Fausto Coppi)
Caro Faustin (questo è il tuo secondo nome contadino; quando tu sei nato, dalle pareti della camera di tua madre pendevano a mazzi le pannocchie di granoturco), io ti debbo infinita gratitudine. Se tu non fossi andato oltre la salumeria in cui ti misero, per non scavezzarti sui solchi, il mio destino di cronista sarebbe stato ancora più insignificante.
Ad ogni pasto – vivessimo in tempi meno disincantati – dovrei raccomandare ai miei figli di ricordarti nelle loro preghiere: tu sei stato e sei per i cronisti quello che Sherlock Holmes per Conan Doyle, quello che l'ispettore Maigret per Simenon. Ho vissuto per te giornate indimenticabili; ho scritto su di te infinite colonne di giornale e di rivista.
Per molti anni sei stato l'eroe, muscolare ma vero, d'un Paese che quasi sempre è stato costretto a inventare gli eroi. L'epopea tristemente mancata in guerra venne offerta dai tuoi garretti ai facili entusiasmi degli italiani. Qualcuno giunge a dire che Bartali ha evitato una rivoluzione. Se tanto ha potuto, lo deve al fatto in sé portentoso di essere riuscito a batterti qualche volta.
Con Bartali hai ricalcato in parodia (dunque piacevolmente) i dualismi che dal bipede sacro-romano-imperiale delinearono via via l'ambiguo italiano di oggi. La parte non preludeva questa volta a stilettate fra le costole, a esilii e scomuniche, bensì a comici pensi, a scommesse di aperitivi. Anche in questo sei stato benefico a molti (oltre che a noi).
Mulinando una pedaliera, hai inciso sul costume di un popolo. Hai esasperato il tuo mestiere fino ad estendere paurosamente i limiti della fatica umana. II tuo nome va posto accanto a quello di Gunder Haegg, che ha abbattuto cento e una colonna d'Ercole in atletica leggera. Scavalcando montagne e percorrendo pianure sul tuo lieve traliccio di alluminio e di acciaio, hai sottratto il ciclista alla sua umile sorte di arrotino.
Tuttavia, la smodata ambizione atletica ha dato quasi alla tua tenacia sapore di acrimonia. Un popolo intero ti si inchinava acclamando. Uno studioso di psicologia razziale rimarrebbe perplesso a certe manifestazioni di idolatria, di isterismo collettivo, di esaltazione. Similmente, non si spiegherebbe il perché di certe incontinenze a tuo danno, come quando stavi per giungere solo al traguardo mondiale, e uno svizzero saltò sul circuito minacciandoti con il bastone.
✦ Gianni Brera. Il sesso degli Ercoli. Rognoni, 1959
Prima ancora del campione, emerge il ragazzo di campagna che qualcuno aveva cercato di tenere lontano dai solchi e dalla fatica. Poi, arriva il corridore che, pedalata dopo pedalata, diventa qualcosa di più di un atleta. Le sue imprese offrono a un intero Paese racconti, rivalità, entusiasmi e miti condivisi. Le montagne diventano teatro, le strade un palcoscenico, le corse un'epopea popolare. Eppure la gloria porta con sé un prezzo inatteso. Più cresce l'ammirazione, più cresce anche l'eccesso: l'idolatria e l'ostilità, l'amore e il risentimento. Perché gli eroi, quando diventano troppo grandi, finiscono per assomigliare meno agli uomini e più ai loro sogni.