Frammenti d'autore

Collezione di sabbia

💬 L'arcipelago dei luoghi immaginari

A Frivola, isola del Pacifico, la vita è facile e frustrante: gli alberi sono elastici come di gomma e i loro rami s'inchinano per porgere frutti che si sciolgono in bocca come schiuma; gli abitanti allevano cavalli fragili e inutili, che s'accasciano sotto il peso più lieve; per arare i campi basta che le donne zufolino perché nella polvere sottile s'aprano dei solchi, e per seminare gli uomini si limitano a spargere al vento le sementi; nelle foreste le belve hanno zanne e artigli morbidi e il loro ruggito è come un fruscio di seta; la moneta locale è l'agatina, poco pregiata nel mercato valutario.

Le Isole dei Diamanti hanno la proprietà d'inghiottire i viaggiatori imprevidenti, catturati dai diamanti carnivori. Per impadronirsi delle gemme, astuti mercanti le cospargono di pezzi sanguinosi di carne suina, che i diamanti cominciano subito a succhiare; verso sera scendono gli avvoltoi, artigliano la carne e la trasportano a volo ai loro nidi, con le gemme che rimangono attaccate. I mercanti s'arrampicano ai nidi, spaventano i rapaci, separano i diamanti dalla carne, e poi li vendono a gioiellieri ignari. Così accade che un anello divori un dito, o una collana un collo.

Capillaria, regione sottomarina, è abitata esclusivamente da donne autoriproduttive, dette Ohias, belle e maestose, alte due metri, di lineamenti angelici, corpi soffici, lunghe capigliature bionde a nuvola. La pelle delle Ohias è sericea, traslucida, come alabastro: in trasparenza lascia scorgere le ossa dello scheletro, i polmoni azzurri, il cuore rosa, il calmo pulsare delle vene. Gli uomini sono sconosciuti, o meglio sopravvivono come parassiti esterni, detti Bullpops, formati da un corpo cilindrico d'una quindicina di centimetri, testa calva e gibbosa, faccia umana, braccia e mani filiformi, ma gambe dotate di grossi alluci, pinne e anche ali. Gli inermi Bullpops nuotano verticalmente come cavallucci marini, e le Ohias se li mangiano, essendo ghiotte del loro midollo, cui attribuiscono anche doti in qualche modo stimolanti per la riproduzione.

Nell'isola di Odes le strade sono esseri viventi e si muovono liberamente di loro volontà. Per viaggiare attraverso l'isola i visitatori non hanno che da prender posto sulla strada, dopo essersi informati di dove sta andando, e lasciarsi trasportare. Le più famose strade del mondo vengono a Odes in vacanza turistica.

London-on-Thames, da non confondersi con la più famosa omonima, è una città scavata in cima a una roccia, abitata da una tribù di gorilla, il cui capo si crede la reincarnazione di Enrico VIII e ha cinque femmine chiamate Caterina d'Aragona, Anna Bolena e così via. La sesta moglie è una donna bianca, catturata dai gorilla, che resta in carica finché non viene sostituita da un'altra.

Nell'isola di Dioniso cresce una vigna in cui le viti sono donne dalla cintura in su; dalle loro dita pendono pampini e grappoli, la loro chioma è di viticci; guai se il viaggiatore si lascia abbracciare da queste creature: subito s'ubriaca, dimentica patria famiglie onore, mette radici e diventa vite anche lui.

Malacovia è una città-fortezza tutta in ferro, costruita alle foci del Danubio: è a forma d'uovo, tutta piena di Tartari ciclisti che pedalando fanno scendere e salire l'uovo di ferro nascondendolo nelle paludi; la città vive in attesa del momento in cui le orde di Tartari ciclisti verranno scatenate a invadere l'impero degli Czar. [Fonte: The Dictionary of Imaginary Places di Alberto Manguel e Gianni Guadalupi, ed. Lester & Orpen Dennys, Toronto, 1980] # Altro
✦ Italo Calvino. Collezione di sabbia. Garzanti, 1984

Le geografie più sorprendenti non si trovano sempre sulle carte. Esistono continenti costruiti dall'immaginazione, isole che obbediscono a leggi sconosciute, città nate da un gioco, da una leggenda o da un paradosso. In questo straordinario catalogo il meraviglioso non cerca di sembrare vero: si diverte a spostare di pochi gradi la realtà, finché ogni luogo diventa uno specchio deformante del nostro mondo. Sfogliarlo significa partire senza aspettarsi una mèta, accettando che, nell'arcipelago della fantasia, il viaggio conti molto più dell'approdo.

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