Frammenti d'autore

Argo il cieco

💬 IV. Quel giorno giunsi a scuola in ritardo. Rincasando all'alba m'ero alloppiato un poco sul desco della cucina, al centro di un'assemblea di caraffe e bottiglie vuote, ch'erano quasi una malacopia da un maestro bolognese del Novecento. A rimettermi in sesto non valse il doppio caffè di Madama, quindi entrai in classe con un passo da carro funebre, benché con l'aria intellettuale che la stanchezza regala anche alla più insipida fisionomia.

Era una delle ultime lezioni dell'anno e gli esami urgevano vicini, per cui dalle ragazze m'aspettavo silenzio e qualche attenzione. Mi furono riservati, viceversa, sorrisini, risolini. Sulle prime non capii, mi ci volle tempo per accorgermi che mi guardavano in modo speciale, come se mi vedessero passeggiare su una nuvola, librato sulle loro teste al modo d'un aquilone. Vidi allora ch'erano inorgoglite di me, affiliate con me in un segreto d'amore. Vero è che la notizia della brutta notte, e della parte che vi avevo avuto recuperando la pecorella all'ovile, s'era sparsa in un baleno e, accresciuta di inesistenti eroismi, aveva raggiunto i bar dove usavano fermarsi a mangiare un panino, le cartolerie dove avevano comperato un pennino. Sicché mi guardavano di sottecchi, compiaciute, complici, improvvisamente e dolcemente servili. Tanto poteva su quelle fantasie malaccorte il profumo di scandalo che dalla cattedra era piovuto su loro, dissipando istantaneamente ogni solidarietà con la fuggiasca e promuovendomi paladino sul campo. Io, da parte mia, con quelle viole sotto gli occhi, quel cerotto intrepido sulla tempia, là dove avevo battuto, con la camicia stazzonata e ancora pregna di lei, mi sentivo affrancato da ogni timidezza passata, un San Giorgio invincibile non meno di quello di Ibla, scolpito nella pietra, che infilza con una lunga lancia il dragone. # Altro
✦ Gesualdo Bufalino. Argo il cieco ovvero I sogni della memoria. Sellerio, 1984

La notte è finita da poche ore, ma continua a seguirlo come un profumo rimasto sui vestiti. Entra in classe stanco, spettinato, con le tracce ben visibili della sua avventura; eppure, agli occhi delle ragazze non è più soltanto un professore. La realtà si è già trasformata in racconto, il fatto in leggenda. I dettagli si deformano, gli eroismi si moltiplicano, e attorno a lui nasce quell'alone di fascino che accompagna ogni storia d'amore e di scandalo. Per una mattina almeno, la scuola smette di essere scuola: diventa il luogo dove un uomo qualunque può vedersi restituito, dall'immaginazione altrui, più audace, più giovane e più coraggioso di quanto sia mai stato davvero.