Frammenti d'autore

Operazione Montecristo

💬 Domenica, 31 maggio [1970].

Ieri sono rientrato dall'interrogatorio dopo mezzanotte. Ho dormito circa dalle due alle cinque. Ho fumato dalle quaranta alle cinquanta sigarette. Sono disperato e, per la prima volta, ho veramente paura.

Paura, paura, paura!

Mi vengono in mente certe scene di film o certi resoconti di processi, in cui l'imputato, alla sentenza di condanna, urla: «Mi state assassinando!... Sono innocente, innocente, innocente!» e si schianta sulla sedia, come i fucilati alla raffica.

Fino ad oggi ritenevo che queste mostruosità accadessero soltanto nei processi truccati, tipici dei paesi a regime poliziesco.

Ora non capisco più niente. Ora mi sembra che ciò può verificarsi anche in una Repubblica Democratica come la nostra, dove vivono gli uomini più sorridenti del mondo.

Ora penso che tutto ciò può succedere, a Roma come a Catanzaro, a chiunque: al passante che va per la sua strada, al solista impegnato in un concerto, alla suora che sta pregando.

A un interrogatorio come quello che ho subito io, giuro che lo stesso Papa Giovanni risorto, seduto su quella sedia al mio posto, a un certo momento si sarebbe sentito perduto.

Molta finta cortesia formale, ma dietro a quei «sigaretta?», a quei «Se ha sete, si serva pure: qui c'è la minerale per tutti», quante minacce incombenti, quante sottigliezze tortuose, quanti preconcetti! Un mondo a un solo emisfero, simile a un cocomero dimezzato.

La Magia dell'Orrore aleggiava sulle nostre teste, ed era tutto un brulichio di quelle Forze Nere che gli antichi chiamavano Il Maligno.

Ho fatto troppe sedute spiritiche, per non aver avvertito queste presenze, questi mostri disperati, fluttuanti, vaganti, venefici, che il Dio-Luce non distrugge perché servono al Sistema Totale, così come i vermi servono a disintegrare le carogne, così come i virus, i batteri, i gonococchi servono a portare il Morbo là dove altri micro-organismi subentreranno a purificare. L'eterno avvicendarsi del Bene e del Male in quel continuo «boomerang» che il Creatore lancia e riprende, lancia e riprende finché, in un infinito su e giù, gli infiniti «boomerang» che sempre più si assottigliano per l'attrito col Cosmo, finiscono per ritornare a Lui trasformati in Pura Luce. A Lui che è già Pura Luce.

E ieri, rendendomi conto che si stava avverando un incubo da me previssuto chissà quante volte, ho sentito che era inutile lottare, perché così doveva essere, perché accadimenti come questo sono fondamentali, nella vita di un uomo, e il loro fine è quello di avvicinarlo al Trascendente, di ingigantire la sua carica spirituale. # Altro
✦ Lelio Luttazzi. Operazione Montecristo. Mursia, 1970

Per la prima volta, la paura non è un'idea, ma una presenza che occupa ogni spazio. Le sigarette si consumano una dopo l'altra, il sonno si frantuma, e ciò che fino al giorno prima sembrava impensabile diventa improvvisamente possibile: essere innocente e non riuscire a dimostrarlo. Il carcere non è soltanto fatto di sbarre e di muri; è la scoperta che il mondo può smarrire la propria logica e trasformarsi in un labirinto senza uscita. Eppure, proprio quando ogni certezza vacilla, nasce un'altra forza. Se il dolore non può essere evitato, allora può essere attraversato. Così, l'incubo si trasforma lentamente in una prova, e la disperazione in una ricerca di significato più grande della disgrazia stessa. Finché la propria innocenza non verrà riconosciuta assieme all'ignominia della ingiusta detenzione subita.