Frammenti d'autore

Fantasmi italiani

💬 Nel nostro paese, nel nostro tempo, tutto si risolve più bruscamente così. Finché lo scrittore non si occupa direttamente di attualità politica, viene rimproverato con l'antico argomento della Torre d'Avorio; e in tali casi, quel noto argomento di Lukács per cui «ogni scrittore, come scrive, fa politica, e quindi prende partito», non conta un cazzo. Viene anche a tratti rimproverato col fantasma più nuovo del Nicodemismo: sorniona riserva mentale nei confronti del Potere non poi dissimile dalla pratica messa a punto da Brecht nello Schwejk, in Galileo, in Madre Coraggio, e nella sua vita stessa; e dai nostri maestri brechtiani contrapposta, quando si era bambini e in età formativa, agli eroismi teatrali e scervellati dell'interventistica professionale. Quando invece lo scrittore se ne occupa, di questa attualità politica, allora viene piuttosto rimproverato da più di un Padre Coraggio perché le cose che dice non corrispondono sempre e in tutto alle cose che è doveroso ripetere tutti in coro, in quei giorni, in quella stagione. E se anche dice le stesse cose da tutti ripetute, ma un po' prima o un po' dopo il coro, viene ugualmente biasimato. Se poi invece di fare delle astrazioni molto solenni e molto sublimi, parla di cose, di dati, di fatti, viene volentieri definito qualunquista (sempre perché la Vera Signora non deve parlare né di mangiare né di soldi). Questo, preferibilmente a causa degli esempi concreti. Se poi tratta di temi appena un po' generali e non del tutto volgari, viene addirittura qualificato idealista (e questo sarà ancora più grave).

Seguendo poi da vicino (e non dalla Torre d'Avorio) l'attualità politica, si rischia di cadere assai rimproverati magari nelle stesse buche dove cascano e franano anche dei professionisti della politica pregiati e rispettati, come i Maestri di Pensiero della Nuova Sinistra "storica", quando dopo anni e anni di fitto e appassionato "discorso" tra nichilismo e ricerche di identità ed eversione si accorgono di funzionare in effetti come maschere e paraventi non di simpatici esuberanti isolati che tendono a buttar giù sventatamente la casa prima di sapere come si fa a ricostruirla, ma di un "piano" forse più intelligente e "politico" di loro, giacché si serve appunto di loro per "portare avanti" un disegno di segno opposto. (E allora, talvolta, le fini e coraggiose autocritiche delle signore della politica possono anche suonare analoghe alla presa di coscienza di una signora della letteratura che gestisca un salotto o un premio, e dopo qualche decina di anni venga sfiorata dal sospetto che vi si possa anche svolgere una qualche trama editoriale). # Altro
✦ Alberto Arbasino. Fantasmi italiani. Cooperativa Scrittori, 1977

Lo scrittore è condannato a finire comunque sul banco degli imputati. Se evita la politica, eccolo che si rinchiude nella sua Torre d'Avorio; se ne parla, guai a uscire anche di una sola battuta dal copione del momento. Se porta fatti e nomi, diventa qualunquista; se prova a ragionare un po' più in alto, è subito idealista (il peggio del peggio). Insomma, la libertà gli viene gentilmente concessa a condizione che dica, nello stesso giorno e con le stesse parole, esattamente ciò che il coro ha già deciso di cantare. Altrimenti, stonato lui, non il coro. Che non solo canti, quindi, ma che porti pure la croce!

Ti interessa questo libro? Chiedici la disponibilità