Frammenti d'autore

Se tu avessi parlato Desdemona

💬 Saffo alle fanciulle che prendono commiato a Lesbo

Come siete belle, mie fanciulle! Io vi insegnai a intrecciare le corone che oggi adornano i vostri capelli! Leggiadre danzate in onore della dea. Le vostre voci risuonano limpide come il canto mattutino dell'allodola. Non guardate indietro! Vi insegnai a essere felici e a rendere altri felici. Io sto nell'ombra, tutta la luce risplende su di voi. Voi siete la mia opera, io vi sacrifico alla dea Afrodite, vi cedo. Vi ho preparate male al vostro ruolo di donne. Perdonatemi. Questa sera stessa la mano di un uomo toccherà i capelli di Dica. Questa sera stessa i vostri mariti scioglieranno i nastri che io vi insegnai ad annodare con arte, e voi esaudirete i loro sfrenati desideri, obbedirete alle loro voci imperiose.

Felice colui che potrà dirvi sue, infelice colei che voi lasciate!

Io vi ho amate tutte. In ognuna ho amato voi tutte, in voi ho amato e venerato Afrodite, la dea dell'amore, della giovinezza, della beltà. Unitevi ancora una volta a me, prendetemi fra voi, nascondete il mio corpo invecchiato agli occhi della dea. Non piangete, fanciulle! Vedo le vostre braccia protendersi verso l'uomo al quale d'ora in poi apparterrete. Però non dimenticate i giardini di Mitilene, non dimenticate Saffo! Voi eravate abituate alla libertà, i vostri giorni trascorrevano fra il gioco e la danza. Vi hanno detto che oggi è il giorno più bello e importante della vostra vita, e voi lo avete creduto, poiché tutti lo credono. Io vi ho taciuto quello che vi attende. Non vi ho insegnato l'arte di sopportare e subire. Vi attendono preoccupazioni. Doveri! Di notte non sentirete più il richiamo della civetta perché nel letto, accanto a voi, ci sarà un uomo che russerà, dopo aver bevuto troppo vino. Al mattino non sarà più il cinguettio del fringuello a svegliarvi, ma il pianto di vostro figlio che mette il suo primo dentino. Dimenticai di parlarvi dei bambini che mettono i denti. Dovrete essere parsimoniose, non potrete più sperperare denaro, discorrerete dell'olio rancido e non dell'olivo ombroso. Procurate che le brocche dell'acqua siano sempre piene. Mandate le serve alla fonte, ma non dimenticate che in quella sorgente vi siete bagnate e specchiate. Non dimenticate il nome dell'alcione! Voi dicevate le parole in coro e le parole divenivano canti. Afrodite si univa a voi, si appoggiava sorridente al tronco del melograno in fiore. Tutto era un fiorire, una primavera, un ardente desiderare. # Altro
✦ Christine Brückner. Se tu avessi parlato Desdemona: discorsi immaginari di donne arrabbiate. Longanesi, 1985

Le vedo partire una a una, splendide come nei giorni in cui intrecciavano corone e cantavano sotto gli alberi di Mitilene. Hanno imparato i nomi degli uccelli, dei fiori, dei venti; hanno imparato la danza e il desiderio. Ma ora le attendono altre lezioni. Le mani che scioglieranno i nastri, le stanze da governare, le brocche da riempire, i figli che piangono nella notte. Tutto ciò che fiorisce è destinato a sfiorire, e ogni primavera custodisce già il proprio addio. Forse il dolore più grande non è perderle, ma sapere che non potranno restare per sempre nei giardini della giovinezza.