Frammenti d'autore

Se tu avessi parlato Desdemona

💬 Ben volentieri ascolto i vecchi saggi, ne osservo i volti sui quali sudore e lacrime hanno lasciato le loro impronte. In essi vedo passate afflizioni e affanni a venire. Anelli annuali cingono i loro polsi, le macchie scure della vecchiaia deturpano la loro pelle. Nei miei canti non troverete il nome di Cercila, che fu mio marito e voleva dominarmi. Non dire niente è peggio che dir male. Ho dimenticato le gioie e i dolori che ci procurano gli uomini. Un uomo mi rese madre di mia figlia Cleide, che io dovetti poi cedere a un uomo, così come adesso devo cedere voi.

Le mie parole si perdono nelle canzoni che vi insegnai a cantare. Voi mi lasciate, ma Eros resta con me. La saggezza è la bellezza della vecchiaia. Quando sarete vecchie, pensate a Saffo, che era vecchia quando voi eravate giovani.

Vi rimarrà la gioia del sole che riscalda, la gioia dei giardini, del fulgore splendido delle onde. Le donne amano ciò che è duraturo, ciò che resta. Gli uomini amano quello che li porta via, amano i cavalli e amano le navi.

Ogni anno crescono fanciulle, gioite di loro e date loro gioia! Presto mi ornerò per l'ultimo viaggio oltre l'Acheronte. Gli dei non sarebbero immortali, se morire fosse bello. Vivrebbero e resterebbero nell'Ade, senza tornare mai sulla terra. Quella volta che ero sulle rupi di Leucade, i miei piedi avrebbero voluto spiccare il salto, ma le mie mani si aggrapparono tenacemente alle rocce. I deboli steli dell'aneto bastarono a trattenermi. Devo dunque attendere che Caronte venga a prendermi? Perché non faccio di mia spontanea volontà quello che comunque dev'essere fatto?

La vecchiaia mi renderà curva? Si offuscherà la mia mente? Balbetterà la mia voce ... oh, dei! Che ne sarà di Saffo? Chi mi prenderà per mano, quando balzerò incontro alla morte? Non mi riscalda più la felicità dei giorni passati? Non sono più Saffo, la poetessa di Lesbo, elogiata da tutti? Devo tornare nel coro delle donne piangenti? # Altro
✦ Christine Brückner. Se tu avessi parlato Desdemona: discorsi immaginari di donne arrabbiate. Longanesi, 1985

Le fanciulle se ne vanno, i giardini restano, e per la prima volta il pensiero corre non a chi parte, ma a chi rimane. Le stagioni continuano a fiorire, il sole continua a scaldare le pietre e il mare a brillare sotto il cielo di Lesbo; eppure qualcosa è cambiato. La giovinezza, che sembrava inesauribile, si è allontanata in silenzio. Restano i canti, il ricordo dei volti amati e la compagnia ostinata di Eros. Ma quando la notte si fa più vicina, anche la più celebre delle poetesse scopre di condividere con ogni donna la stessa domanda: chi ci prenderà per mano quando verrà il momento di lasciare il mondo?