A volte, il dolore non si manifesta nel silenzio, ma in un eccesso di parole. Herzog scrive lettere senza tregua, come se ogni pensiero dovesse trovare un immediato destinatario. Scrive ai vivi, ai lontani, agli sconosciuti, e infine anche ai morti. La sua valigia piena di carte diventa il bagaglio visibile di una mente che non riesce a smettere di dialogare con il mondo. Non è facile stabilire dove finisca la lucidità e dove cominci lo smarrimento. Herzog stesso sembra non preoccuparsene troppo. Continua a scrivere, trascinando con sé le proprie lettere da una città all'altra, come un viaggiatore ostinato che cerca qualcosa e non riesce mai a raggiungerlo.