Il regno del drago d'oro
💬 IL RAPIMENTO
Il Collezionista fu svegliato di soprassalto dallo squillo del telefono privato che teneva sul comodino. Erano le due del mattino. Solo tre persone conoscevano quel numero: il medico, il capo delle guardie del corpo e sua madre. Era da mesi che quel telefono non suonava. Il Collezionista non era dovuto ricorrere né al medico né al responsabile della sicurezza. Quanto a sua madre, in quel momento era in qualche angolo dell'Antartide a fotografare pinguini; stava trascorrendo i suoi ultimi anni passando da una crociera di lusso all'altra, in giro per il mondo in un viaggio infinito. Non appena arrivava in un porto, era ricevuta da un funzionario che le consegnava il biglietto per imbarcarsi nuovamente. Il figlio aveva scoperto che in questo modo lei viveva felice e lui non era costretto a vederla.
"Come ha fatto ad avere questo numero?" chiese indignato il secondo uomo più ricco del mondo, una volta riconosciuto l'interlocutore, nonostante il dispositivo che ne deformava la voce.
"Carpire segreti fa parte del mio lavoro" replicò lo Specialista.
"Che notizie ha da darmi?"
"Quanto pattuito sarà presto nelle sue mani."
"E allora perché mi disturba?"
"Per dirle che il Drago d'oro non le servirà a nulla se non saprà come usarlo" spiegò lo Specialista.
"Ma se ho la pergamena tradotta, quella che mi ha venduto il generale cinese" obiettò il Collezionista.
"E lei crede che una cosa tanto importante e segreta venga spiegata in un pezzo di pergamena? La traduzione è in codice."
"Mi trovi il codice allora! La pago per questo."
"No. Lei mi paga unicamente perché le consegni un oggetto. L'accordo non contempla nient'altro" commentò freddamente la voce deformata.
"Il Drago non mi interessa senza le istruzioni, mi ha capito? Le trovi o può scordarsi i suoi milioni di dollari!" gridò il cliente.
"Non rivedo mai i termini di un accordo. Io e lei abbiamo siglato un contratto. Tra due settimane le farò avere la statua e riscuoterò quanto pattuito o le succederà qualcosa di molto poco piacevole."
Il cliente colse la minaccia e si rese conto che stava mettendo in pericolo la propria vita. Una volta tanto il secondo uomo più ricco del mondo provò un brivido di paura.
"Ha ragione. Un patto è un patto. Il codice per decifrare la pergamena glielo pagherò a parte. Crede di riuscire a ottenerlo in un lasso di tempo ragionevole? Come lei sa, si tratta di una questione molto urgente. Sono disposto a pagare quel che devo, i soldi non sono un problema" continuò il Collezionista in tono conciliante.
"In questo caso non è una questione di prezzo."
"Tutto ha un prezzo."
"Si sbaglia" replicò lo Specialista.
"Non mi aveva forse detto che lei era in grado di ottenere qualsiasi cosa?" chiese angosciato il cliente.
"Uno dei miei agenti si metterà presto in contatto con lei" replicò la voce, e la comunicazione si interruppe.
Il multimiliardario non riuscì a riprendere sonno. Passò il resto della notte a studiare il suo incalcolabile patrimonio nell'ufficio, dotato di una cinquantina di computer, che occupava gran parte della casa. Giorno e notte i suoi dipendenti erano collegati alle più importanti Borse del mondo. Tuttavia, per quanto il Collezionista ricontrollasse gli importi e tenesse sotto pressione i suoi subalterni, non era in grado di cambiare la realtà: al mondo c'era un uomo più ricco di lui. E questo lo rendeva isterico. # Altro
✦ Isabel Allende. Il regno del drago d'oro. Feltrinelli, 2003
Nel cuore della notte, parlano due uomini convinti che ogni cosa abbia un prezzo. Uno possiede una ricchezza esorbitante e misura il mondo con il metro dell'acquisto; l'altro commercia in segreti, minacce e impossibilità. La loro conversazione assomiglia a una partita a scacchi giocata nell'ombra, dove ogni parola nasconde una trappola. Poi, all'improvviso, compare una crepa. «Tutto ha un prezzo». «Si sbaglia». Basta questa risposta a incrinare una certezza che sembrava assoluta. E per la prima volta, non è la perdita di denaro a togliere il sonno al Collezionista, ma l'idea che possa esistere qualcosa che il denaro non riesce a comperare.