Frammenti d'autore

La rivoluzione permanente

💬 Per sei anni i bisogni teorici del partito, diretto dal blocco del centro con la destra, sono stati soddisfatti unicamente con l'antitrotskismo: era il solo prodotto che esistesse in quantità illimitata e si potesse distribuire gratuitamente. Stalin fece le sue prime battaglie sul piano teorico nel 1924 con gli immortali articoli sulla rivoluzione permanente. Anche Molotov ricevette il battesimo come capo allo stesso fonte battesimale.

La falsificazione è all'ordine del giorno. Di recente m'è caduto sotto gli occhi l'annuncio della prossima pubblicazione in lingua tedesca degli scritti di Lenin del 1917. È un regalo prezioso per gli operai tedeschi avanzati. Ma è facile immaginare in partenza che ci saranno falsificazioni nel testo e soprattutto nelle note esplicative. Basti dire che nel sommario il maggior risalto è dato alle lettere inviate da Lenin alla Kollontaj, allora a New York. E per quale motivo? Per la semplice ragione che queste lettere contengono violente espressioni nei miei confronti provocate da informazioni completamente false fornite a Lenin dalla Kollontaj che in quel periodo aveva inoculato nel suo organico menscevismo un isterico estremismo di sinistra. Nell'edizione russa gli epigoni sono stati costretti a indicare, sia pure in modo ambiguo, che Lenin era stato male informato. Ма è più che sicuro che nell'edizione tedesca non ci sarà neppure una spiegazione così evasiva. Aggiungerò che le lettere in questione contengono furibondi attacchi contro Bucharin, con cui la Kollontaj era solidale. Ma questa parte delle lettere non è stata ancora pubblicata: lo sarà quando verrà scatenata una campagna aperta contro Bucharin. Il che non tarderà.
–1929.
✦ Lev Trotskij. La rivoluzione permanente. Mondadori, 1971

La rivoluzione divora lentamente i suoi figli. Le polemiche teoriche diventano strumenti di potere, le edizioni dei testi vengono manipolate, le note corrette o amputate secondo le necessità del momento. Oggi si pubblicano lettere utili a colpire Trotskij; domani si tireranno fuori le prove contro Bucharin. Nulla resta stabile, perché il nemico cambia continuamente volto dentro lo stesso partito. È una lucidità amara quella con cui i rivoluzionari della prima ora osservano il meccanismo da loro stessi avviato: il comunismo sovietico non costruisce soltanto una nuova ortodossia, ma una memoria mobile, continuamente riscritta per giustificare le future epurazioni. La rivoluzione fa i conti con se stessa, fagocitando così perfino il proprio passato.