Frammenti d'autore

Animalia

💬 Lo Zoo di 105, "il programma radio più ascoltato d'Italia", propone nelle sue irriverenti dirette performance di non trascurabile fattura – d'altronde come riuscirebbe, diversamente, a fregiarsi dell'anzidetto primato?

Scena tipo: in collegamento dal suo studio di Miami, il boss Marco Mazzoli si esibisce in una sinfonia di ispirate scoregge, tra l'ammirazione convinta dei suoi sodali, rammaricati solo di poterne godere la dimensione video-uditiva a distanza, ma non pure quella olfattiva.

Il socio in seconda ne approfitta invece per rendere edotti il milione abbondante di ascoltatori del fatto che lui ha iniziato a drogarsi quando non aveva ancora 15 anni (e continua tuttora); mentre il terzo, quello "impegnato", chiarisce finalmente che i teppisti che mettono a ferro e fuoco Bologna (appuntamento monotonamente fisso di quattro mentecatti) sono mossi dall'intento di gettare discredito sul resto dei manifestanti sani.

Ma è a questo punto che la giornalista del gruppo, tono perentorio, sente di doverli ricondurre all'ordine delle cose urgenti, con la rivelazione inquietante di come nei film e nelle serie TV più recenti stia purtroppo dilagando l'andazzo di mostrare personaggi che in completa tranquillità fumano sigarette o bevono alcolici: con ciò sollecitando nei telespettatori impulsi emulativi e imitativi esiziali, oltretutto in aperto dispregio dei modelli educativi improntati alla responsabilità e al rigore, che meglio si addirebbero ai minori.

Tutti convengono all'unisono trattarsi di deriva sciagurata.

ESILARANTE!
✦ Il giornalino del Liceo online: «Lo Zoo di 105». Settembre 2026

Tutto procede magnificamente: scoregge transoceaniche, confessioni tossicologiche, teppisti ricondotti alla loro innocenza politica. Il milione e passa di ascoltatori può dunque continuare a dormire sonni tranquilli: la pedagogia nazionale è in mani salde. Poi, quando ormai nulla sembra poter turbare tanta serenità, ecco finalmente il pericolo vero: qualcuno, sullo schermo, fuma una sigaretta o beve vino. Qui non si scherza più. Le coscienze si destano, il senso di responsabilità torna a battere, la tutela dei minori reclama il proprio tributo. Tutti concordano. E non è forse rassicurante sapere che, anche nei tempi più confusi, resta sempre un confine invalicabile fra ciò che si può allegramente praticare e ciò che sarebbe davvero sconveniente mostrare?