Tutto procede magnificamente: scoregge transoceaniche, confessioni tossicologiche, teppisti ricondotti alla loro innocenza politica. Il milione e passa di ascoltatori può dunque continuare a dormire sonni tranquilli: la pedagogia nazionale è in mani salde. Poi, quando ormai nulla sembra poter turbare tanta serenità, ecco finalmente il pericolo vero: qualcuno, sullo schermo, fuma una sigaretta o beve vino. Qui non si scherza più. Le coscienze si destano, il senso di responsabilità torna a battere, la tutela dei minori reclama il proprio tributo. Tutti concordano. E non è forse rassicurante sapere che, anche nei tempi più confusi, resta sempre un confine invalicabile fra ciò che si può allegramente praticare e ciò che sarebbe davvero sconveniente mostrare?