Frammenti d'autore

La chiave della Divina Commedia

💬 Le simmetrie segrete della Croce e dell'Aquila. – Il simbolismo della Divina Commedia è dominato e ordinato da un segreto l'ignoranza del quale, ha reso vani per molti secoli quasi tutti gli sforzi dell'interpretazione e che appena conosciuto rende invece facilmente accessibile il pensiero intimo del Poema e lo rivela mirabilmente semplice, fuso, armonico e profondo.

Tale segreto è costituito dal fatto che il simbolismo stesso è pervaso da una serie di simmetrie della Croce e dell'Aquila.

I simboli principali della Divina Commedia sono segretamente coordinati in coppie nelle quali l'uno dei termini rappresenta, ricorda o raffigura la Croce, l'altro rappresenta, ricorda o raffigura l'Aquila.

I momenti del viaggio sacro sono caratterizzati dall'intervento alternato ora della virtù della Croce, ora della virtù dell' Aquila presentate sotto aspetti sempre diversi.

La struttura del mondo dantesco, quella strana e originale struttura della quale non si intendeva la unità, la legge e la significazione, è ideata dal Poeta per collocare anche materialmente nell'Universo in perfetta simmetria tra loro la Croce con l'Aquila e i luoghi ove opera e vince la Croce con i luoghi ove opera e vince l'Aquila.

Appena riconosciuto tale simbolismo si comprende immediatamente che esso serve ad esprimere una dottrina in gran parte segreta con la quale Dante, rielaborando in modo personale originalissimo e arditissimo le dottrine correnti sulla redenzione e sulla vittoria contro il peccato, tendeva a dare all'Aquila un altissimo ufficio accanto alla Croce.
✦ Luigi Valli. La chiave della Divina Commedia. Zanichelli, 1925

La Divina Commedia si trasforma qui in un immenso sistema di corrispondenze nascoste, costruito intorno a due poli simbolici destinati a rincorrersi continuamente: la Croce e l'Aquila. Ogni episodio, personaggio o struttura del viaggio sacro entra dentro questo gioco di simmetrie segrete, dove la redenzione spirituale e l'autorità imperiale finiscono per riflettersi l'una nell'altra. L'universo dantesco perde così ogni rigidità scolastica e assume la forma di un grande organismo esoterico, attraversato da richiami invisibili, allusioni, geometrie simboliche. Dietro il poema cristiano, affiora allora una dottrina più ardita e inquieta, che tenta di assegnare all'Impero una funzione quasi sacra accanto alla stessa Croce.