La Divina Commedia si trasforma qui in un immenso sistema di corrispondenze nascoste, costruito intorno a due poli simbolici destinati a rincorrersi continuamente: la Croce e l'Aquila. Ogni episodio, personaggio o struttura del viaggio sacro entra dentro questo gioco di simmetrie segrete, dove la redenzione spirituale e l'autorità imperiale finiscono per riflettersi l'una nell'altra. L'universo dantesco perde così ogni rigidità scolastica e assume la forma di un grande organismo esoterico, attraversato da richiami invisibili, allusioni, geometrie simboliche. Dietro il poema cristiano, affiora allora una dottrina più ardita e inquieta, che tenta di assegnare all'Impero una funzione quasi sacra accanto alla stessa Croce.