Il treno avanza lentamente nella campagna già quasi notturna, tra fischi lontani, siepi nere e luci di cascinali che cominciano a scorrere dietro i finestrini. Intorno, gli adulti si agitano, raccolgono valige, si preparano all'arrivo; soltanto due bambine restano ferme, coi piedi affondati nei loro bagagli, i nastrini dei capelli agitati dall'aria, lo sguardo perso nell'oscurità. Nel tempo sospeso dell'infanzia, una notte vista dal treno può apparire infinita, e certi viaggi durare molto più della strada percorsa, continuando silenziosi nell'anima anche dopo l'ultima stazione.