Frammenti d'autore

Il futuro di John Sze

💬 All'improvviso si trovò seduto in un'altra sedia; una sedia solida, comoda, che si adattava perfettamente al suo corpo. Quando vide davanti a sé la scrivania di forma insolita, intuì immediatamente ciò che gli era accaduto. Vide l'uomo seduto alla scrivania, incrociò quello sguardo penetrante, dall'intelligenza viva, e seppe di trovarsi nel futuro. Poiché l'uomo non indossava un camice da laboratorio, ma una camicia a disegni strani, e una giacca cortissima; e poiché la stanza nella quale si trovavano era piccola, dai colori freschi, illuminata da una luce diffusa, dove non vi era traccia di macchinari, contatori o congegni meccanici, John Sze, capì che egli si trovava nel suo futuro; quel futuro nel quale aveva creduto e che aveva profetizzato.

Ecco. Ora egli aveva la chiara e precisa conferma che la potenza dell'intelletto e l'acquisito dominio del fenomeno psi, avevano finalmente trionfato sulle grossolane energie fisiche.

Nel corso di quei pochi istanti la fervente fede di John Sze si era tramutata in certezza assoluta. Le sue parole rivestirono un tono sicuro.

"Lei è un uomo psi" disse.
✦ John R. Pierce. Il futuro di John Sze. In «Racconti di fantascienza scritti dagli scienziati». Rizzoli, 1965

Per un istante, basta una sedia un po' diversa, una luce particolare, il taglio inconsueto di una giacca, perché il futuro smetta di essere ipotesi e diventi rivelazione. John Sze non cerca prove ulteriori. Ogni dettaglio gli appare immediatamente come il segno di una vittoria già da tempo attesa: quella dell'intelletto sulle forze materiali, della mente sulle vecchie energie meccaniche. E così, davanti a quell'uomo vestito in modo strano, la fede smette silenziosamente di esser tale e assume la consistenza irrevocabile della certezza.