Ci sono momenti in cui il freddo non viene soltanto dal cielo. Si insinua nei pensieri, irrigidisce i ricordi, trasforma ogni torto subìto in una brace che continua a covare sotto la neve. Il paesaggio allora sembra respirare insieme agli uomini: gli animali esitano, il vento punge, il silenzio diventa un presagio. E basta un rancore custodito troppo a lungo perché la natura selvaggia non appaia più il pericolo peggiore.