Frammenti d'autore

La lettera U

💬 (Manoscritto d'un pazzo)

U! U!

Ho io scritto questa lettera terribile, questa vocale spaventosa? L'ho io delineata esattamente? L'ho io tracciata in tutta la sua esattezza tremenda, co' suoi profili fatali, colle sue due punte detestate, colla sua curva abborrita? Ho io ben vergata questa lettera, il cui suono mi fa rabbrividire, la cui vista mi riempie di terrore?

Sì, io l'ho scritta.

Ed eccovela ancora:

U

Eccola un'altra volta:

U

Guardatela, affissatela bene – non tremate, non impallidite – abbiate il coraggio di sostenerne la vista, di osservarne tutte le parti, di esaminarne tutti i dettagli, di vincere tutto l'orrore che v'ispira... Questo U!... questo segno fatale, questa lettera abborrita, questa vocale tremenda!

E l'avete ora veduta?... Ma che dico?... Chi di voi non l'ha veduta, non l'ha scritta, non l'ha pronunciata le mille volte? – Lo so; ma io vi domanderò bensì: chi di voi l'ha esaminata? chi l'ha analizzata, chi ne ha studiato la forma, l'espressione, l'influenza? Chi ne ha fatto l'oggetto delle sue indagini, delle sue occupazioni, delle sue veglie? Chi vi ha posato sopra il suo pensiero per tutti gli anni della sua vita?

Perché... voi non vedete in questo segno che una lettera mite, innocua come le altre; perché l'abitudine vi ci ha resi indifferenti; perché la vostra apatia vi ha distolto dallo studiarne più accuratamente i caratteri... ma io... Se voi sapeste ciò che io ho veduto!... se voi sapeste ciò che io vedo in questa vocale!

U

[...]

Non rabbrividite? non tremate a questo suono? Non vi sentite il ruggito della fiera, il lamento che emette il dolore, tutte le voci della natura soffrente e agitata? Non comprendete che vi è qualche cosa d'infernale, di profondo, di tenebroso in quel suono?

Dio! che lettera terribile! che vocale spaventosa!!

Vi voglio raccontare la mia vita.

Voglio che sappiate in che modo questa lettera mi ha trascinato ad una colpa, e ad una pena ignominiosa e immeritata. [...]
✦ Igino Ugo Tarchetti. La lettera U. In «Racconti neri della scapigliatura». Oscar Mondadori, 1980

Una volta che il sospetto si è impadronito della mente, perfino una lettera dell'alfabeto può cessare d'essere un segno innocente. Ogni sua curva acquista un'intenzione, ogni suo ritorno sembra una persecuzione, ogni parola che la contiene una conferma del destino. L'ossessione non inventa un altro mondo: riesce in qualcosa di più terribile, trasformando quello reale in una prova continua della propria follia.

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