A volte il viaggio più lungo non è quello che separa due continenti, ma quello tra due modi di guardare il mondo. Da una parte, c'è il tamburo della sciamana, capace di aprire la strada a metamorfosi, spiriti e visioni; dall'altra, la cabina di un aereo piena di uomini d'affari, computer portatili e abitudini rassicuranti. Il tamburo trova posto fra le poltrone, ma la vera domanda è se possa trovarlo anche nell'immaginazione di chi lo osserva. Seduta al suo posto accanto all'oblò, la viaggiatrice avverte che il ritorno è già cominciato. Non verso una città, ma verso una civiltà diversa da quella che si lascia alle spalle.