Racconti ambigui
💬 Quella notte venne giù un tremendo acquazzone. Mi destarono i tuoni e lo scrosciare violento dell'acqua. La temperatura si era di colpo abbassata: mi svegliai infreddolito, e corsi a chiudere le imposte del balcone.
Misi il naso fuori e vidi tutto il golfo illuminato, illividito, dai bagliori delle saette che di continuo cadevano in mezzo al mare. Sulla risacca le onde si schiantavano con un fragore che saliva assordante fino all'albergo. Pioveva con turbini di vento, e l'acqua, a intermittenza, arrivava alla soglia delle imposte. Tenevo la testa fuori tra le persiane quasi chiuse, e guardavo mezzo divertito quello spettacolo da inferno. Sorpreso nel sonno, tutto quel trambusto mi dava allegria.
Stavo per rientrare, per serrare i battenti, quando mi accorsi che la volta della loggia era schiarita da una luce che veniva dalla stanza delle due ragazze. Andai a guardare l'orologio. Erano le tre passate. Possibile che a quell'ora, e col freddo che faceva, se ne stessero a finestra spalancata?
Tornai fuori. Aprii anch'io le imposte, e, attaccato allo stipite, detti un'occhiata oltre il divisorio. In quell'attimo la luce si spense, e restò solo il mio lumino da notte a dare un leggero barbaglio a quelle volte.
Vidi allora la cima delle persiane di Iuzza chiudersi lentamente. Mi sporsi ancora di piú. Mi sembrò di udire, in mezzo al frastuono della tempesta, come un tocco lieve ma insistente alla porticina. Entrai di furia e mi infilai l'accappatoio. Fui di nuovo sul terrazzo. Mi bagnavo i piedi, e avevo la spalla sinistra ormai completamente investita dalla pioggia, ma mi accostai al lucchetto, lo sfilai con piú cautela che potei. Un cigolio, e Iuzza stava lí davanti a me.
Mi spinse indietro, ed entrò di corsa nella mia stanza. Anche lei portava una vestaglia di spugna, e si era coperta i capelli con un asciugamani. Se lo tolse, e si fregò con quello le guance. "Ce ne hai messo per capire!" disse.
✦ Enzo Siciliano. Racconti ambigui. Feltrinelli, 1963
La tempesta trasforma il golfo in uno spettacolo quasi infernale: saette sul mare, vento, onde che si schiantano nel buio come esplosioni. Dentro quel fragore notturno cresce lentamente un'altra tensione, più intima e segreta. La porta che cigola, la pioggia sulle spalle, il corridoio fra le due stanze, il passo furtivo di Iuzza nella notte: tutto avanza con l'eccitazione trattenuta di un incontro proibito. La natura intera sembra partecipare a quel momento, amplificandone il desiderio e il rischio. Fuori infuria il temporale; dentro la stanza, invece, basta una frase quasi sussurrata, forse un rimprovero, per cambiare improvvisamente il senso della notte.